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Come si vive la concorrenza sleale: le pubblicazioni di annunci.

Vedere un ex-compagno che esce dal gruppo è già di per se una perdita, ma quando questi oltretutto si comporta in modo scorretto vi assicuro che non fa affatto piacere.

Inoltre, vedere il proprio nome e usati da una agenzia che oramai è concorrente, dopo avergli concesso l’uso del e delle risorse per aiutarlo nella transazione delude ancora di più.

Ecco perchè abbiamo deciso di inviare alle riviste che dovessero continuare a permettere l’abuso pubblicando gli della agenzia concorrente con una grafica simile alla nostra una mail nella quale avvisavamo la nostra disdetta dal contratto per non alimentare l’equivoco. Abbiamo dovuto cambiarle velocemente la grafica per non confondere la clientela, ma il risultato come capirete è che molti confondono loro per noi, abbiamo ricevuto molte lamentele di clienti che non vedevano arrivare l’agente (“agente”) all’appuntamento e abbiamo dovuto chiarire diversi equivoci, con evidente imbarazzo e molto fastidio della clientela (anche clienti NON nostri!).

Se all’altra società non interessa, a noi da molto fastidio il dover pagare errori non nostri.

Per adesso solo una rivista ci ha dato l’appoggio immediato, schierandosi dalla parte della correttezza, le altre le incontreremo dopo befana anche loro vorrebbero aiutarci ma obblighi contrattuali potrebbero impedirglielo, vediamo come finisce.

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Nasce il primo portale social web dedicato all’immobiliare

Il primo Social web immobiliare Italiano

Il primo Italiano

Cliccando sull’immagine sovrastante avrete accesso al primo social web dedicato all’immobiliare.

Molti dei che ho avuto l’onore di a sono raccolti in questo portale:

L’iscrizione è aperta a tutti, .

Agli iscritti professionisti del settore saranno accessibili aree dedicate e servizi aggiuntivi.

Auto di , grazie al web 2.0 anzi 2.5 direi.

Vi aspettiamo numerosi.

R.P.

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Possibile imitazione servile del nostro marchio.

Alla clientela ,

siamo costretti a comunicare che sono presenti sia su che su carta di una agenzia uscita dal gruppo ma che continua a cercare di farsi passare come se fosse ancora all’interno dello stesso.

Ricordiamo a tutti che la Oris s.r.l. è l’UNICA Oris originale, ci dissociamo da qualsiasi iniziativa o comunicazione facciano altre società che la imitino e che dichiarino di appartenere al gruppo senza presentare il nostro logo:

Inoltre troverete il nostro marchio per intero sotto questa forma:

Sia con solo la scritta “group” che con solo “”.

Un esempio di logo simile ma NON APPARTENENTE AL GRUPPO:

come vedete manca il logo, che essendo registrato ha reso poco conveniente fare il tentativo di inserirlo.

Quindi DIFFIDATE da chiunque esponga marchi simili senza il logo, significa che si presentano come appartenti a un gruppo SENZA farne parte, rivolgetevi sempre a persone che si presentano con il loro nome e con il loro marchio.

Vi ricordiamo inoltre che la società denominata Oris group Agliana s.r.l. NON fa più parte del gruppo Oris, che l’unica cosa che ha in con noi è l’assonanza del nome e che non rispettano i nostri standard ne metodologie di lavoro: ci dissociamo da qualsiasi iniziativa essi prendano o abbiano in essere con persone o società o enti che non abbiano avuto anche contatto con noi o con prsone appartententi alla Oris group Pistoia SRL.

Sono state già inoltrate al le nostre rimostranze sulla assoluta somiglianza con il nostro logo e marchio del logo da questa società usato, a nostro parere, indebitamente.

Saluti

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L’AI è cattivo, venite da me: io sono buono.

Sono anni che scrivo su , con il nick o con il mio nome e cognome, nei vari a rispondere ai vari quesiti, a cercar di controbattere ai con le argomentazioni e via così…

Che vuoi fare, mi piace, mi rilassa e mi costringe a tenere acceso il cervello oltre a farmi studiare le varie casistiche, ampliando la mia esperienza, pur se indirettamente.

Passione? Malattia? Sono un asociale?

Chi se ne frega, mi piace e lo faccio d’altronde ci metto la mia faccia e da quanto ho visto non è cosa .

Internet è un mare, un magma, un orecchio gigante che ti ascolta, che ti fa sentire meno solo, che ti fa credere che la tua storia verrà ascoltata, che qualcuno la condividerà.

E quindi la diventa il luogo dove si scambiano le idee,  gli , le opinioni e anche le nostre frustrazioni, le lamentele, la rabbia, dove si cerca il gruppo, caldo rifugio consolatore o la rivalsa, la vendetta per il torto subito.

Cosa c’entra con l’?

Nulla e tutto.

Mi ricordo per esempio di un tale Ymmo che tempo fa aveva un blog dove diceva peste e corna degli agenti , quasi al limite dell’infamia, prendeva i post dei vari AI impegnati nel virtuale e li rinominava, li rimodellava estrapolando e quotando, un po come si fa in quei forum per i “flames”, sconvolgendo spesso i concetti espressi dall’interlocutore…

Mi ricordo che  per uno dei suoi lavori di reportage esagerò mettendo il titolo “chiagne e fotte” a un post che francamente non aveva nulla di così spregevole, risultato: il suo blog (su blogger) stranamente sparì…

Ma chi era ymmo?

Un che era stato truffato da questa masnada di persone spregevoli?

Un difensore civico che preso dalla missione divina si mise a cercare di diffondere il verbo anti-Ai per ridare una parvenza di giustizia al mondo delle immobiliari?

Non lo sapremo mai.

In compenso qualcun’altro deve esser stato colpito da quel tale Ymmo, al punto da dedicargli un , che non linkerò perchè non voglio sciuparlo con un link  da un blog di un AI : cercatelo da soli :)

Visto? ;)

Non pensate male: sicuramente è una coincidenza.

Saluti.

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Orisgest, il gestionale di Oris va ancora avanti.


Siamo quasi arrivati alla release 1.0 di e dobbiamo anche festeggiare un evento speciale:
una agenzia concorrente, in modo assolutamente sleale, non contenta di poter usare gratuitamente OrisGest come è nella filosofia open dei suoi sviluppatori Cristiano Costantini e , se ne è arrogata la paternità, presentandolo e pubblicizzandolo sotto altro nome, non si sa bene se a scopo di marketing o per vanteria o altro.
All’inizio, dopo l’invito del nostro legale, si sono limitati a chiuderne l’accesso alla ma in effetti continuavano a utilizzare OrisGest sempre sotto altro nome.
Oggi sembra che siano venuti a più miti consigli, reintegrando il nome OrisGest, finalmente: li ringraziamo per aver capito.

Speriamo che da ora in poi, chi voglia proporre un , un qualcosa, una idea, si impegni almeno per svilupparsela da solo, così magari capirà come mai ci sia chi si arrabbia quando vede la propria fatica, il proprio talento, le proprie idee offerte alla comunità sfruttate da altri, immeritatamente.

Saluti

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Provvigione solo dal venditore: Ma perchè non li accontentiamo?

pirro.jpg
Leggendo nei vari e blog in giro per la , si vedono i più disparati commenti, sempre pieni di consapevolezza e di conoscenza dell’argomento che trattano (sic.)

Ultimamente leggo in molti di questi anfratti pieni di verità cosmica l’idea che gli abbiano da perdere dalla Galante, quella per capirsi, che immetterebbe la alla francese, con il provvigionale a carico della parte venditrice: un pò come il mandato insomma.

Sinceramente, perchè non li accontentiamo?

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Tutti parlano di crisi, ma…

….ma senza scomodarsi a interpretare ideogrammi dai duplici significati vorrei introdurre il mio pensiero.

Viviamo un’occasione, l’occasione di dare alla nostra “professione/lavoro/mestiere/ausiliarità” una dignità che ancora non ha avuto, in Italia.

Prima di continuare faccio delle considerazioni:

Negli ultimi anni abbiamo visto crescere in modo indiscriminato le richieste di chi vendeva un immobile, pretesa sicuramente lecita ma che ci ha visti in difficoltà a porre il giusto freno, proprio in forza della corsa all’immobile portata dalla facilità di ottenere finanziamenti per gli acquirenti, oltre che da una certa “febbricciola” all’ che si è diffusa a livello pandemico.

Oggi si torna a livelli ragionevoli (tralascio di analizzarne le ragioni), ma il (Sua Maestà), stracolmo di operatori più o meno improvvisati si “restringe” e si ravvedono i primi “sgomitamenti” assieme ai primi “sgomenti”…

La cosa certa era che se fino ad oggi la corsa all’ era divenuta selvaggia, con la presentazione di pagine pubblicitarie piene di a qualunque (sia in linea che completamente fuori), in una situazione nella quale i deliravano prezzi da favola e a volte pure con ragione (quante case ho visto vendere a prezzi per me assurdi..), oggi, tra i saldi (sic..) e la richiesta che cala abbiamo finalmente l’occasione, anzi, direi che non abbiamo più scuse: si deve finalmente attuare una politica di miglioramento della qualità nelle nostre proposte al pubblico di acquirenti.

In soldoni: cominciamo a fare un distinguo tra case “a prezzo” e case proposte a prezzi “fuori”.

Cominciamo a toglierle dalla , proviamo almeno, se non a lasciare il proprietario con le sue planimetrie in mano sulla soglia della sua “cara” mentre noi salutiamo cortesemente con un “no grazie“, a questi proprietari un pochino troppo esosi, che si approcciano al mondo delle sparando cifre assurde, con l’unico risultato di farci perdere mesi (anni?) ad attendere che rinsaviscano, tra l’altro prendendoci anche il loro scontento e la loro insoddisfazione, cominciamo a dire loro:

“…la sua richiesta è esosa, non la posso pubblicizzare per decenza (vergogna), la potrei proporre solamente a chi mi chiedesse precisamente un immobile in questa via e dissociandomi dal prezzo richiesto, in pratica mi scusi per il disturbo ma non credo di poterle essere utile…”.

Inoltre, cominciamo a circoli virtuosi, penso al “Libro della casa“, che ripeto è a disposizione di tutti coloro che volessero aderire all’iniziativa e promuoverlo mantenendone inalterati gli scopi e le intenzioni, penso a Consorzi che si preoccupano un pochino meno del loro sostentamento economico e che invece mettono su numeri verdi per una prima Conciliazione (idea di Dimitri) con i clienti insoddisfatti, promuovono bacheche negli istituti di credito (sempre Dimitri), penso a riviste che diminuiscono i loro costi/pagina all’aumentare del numero dei consorziati , penso a un sistema telematico per il controllo dei prezzi medi, per creare dei borsini finalmente attendibili e controllare l’andamento mercato in maniera analitica, in modo semplice, sicuro e rispettoso della (si può, si può), penso a questo blog, al wiky, all’ e a tutto ciò che saremo in grado di fare noi AI, da soli (come ), autonomamente, purtroppo.

Solo così potremo conquistare quella percentuale di clientela (50%?) che ancora non ci ritiene meritevoli di servirla.

Partendo da questo dato, se ci riusciamo, parleremo ancora di crisi? ;)

Sempre meglio che stare sugli alberi a cantare.

Ho detto la mia.

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Il libro della casa? Un successo! Fatelo anche voi!

Il libro della casa di Oris group

Cosa è il “”?

La solita certificazione dell’immobile?

Sì e no.

Pensavo, come faccio a risolvere i problemi sugli coinvolgendo coloro che li possono risolvere (i proprietari) in modo da avere la loro ?

Sapevo che in altre realtà era stato già provato a realizzare qualcosa di simile, ma tali esperimenti spesso avevano la pretesa di rendere gli immobili sanati, privi di ogni difformità, da subito, con il proprietario che si trovava a spendere molto e poi caricarlo sul preteso, risolvendosi in realtà in un aggravio di a carico dell’, spesso ingiustificato e sconveniente rispetto a una sanatoria effettuata dall’ stesso.

Insomma, i proprietari non gradivano, gli acquirenti non compravano.

Come fare allora?

C’erano un po di punti deboli nel ragionamento:

1) Quanto sarebbe costato?
2) Che uso ne poteva fare il proprietario?

3) La uso per me o diffondo l’idea?

Il primo punto è stato risolto bene: conil fatto che adesso i possono fare e promozione, il costo si è attestato tra i 200 e i 300 euro, a seconda dei controlli che vengono richiesti (conoscitivi o approfonditi).Tale costo verrà pagato direttamente al tecnico, dal proprietario: l’agenzia non prende niente.

Inoltre il proprietario che volesse usufruire dell’opera del proprio tecnico lo può fare, noi chiediamo una documentazione da produrre che è questa:

immobiliare – casaINforma
Requisiti richiesti per il “Libro della
Provenienze.

• Proprietà (per ognuno degli aventi diritto)

  • Nome, Cognome, data di nascita, luogo, e domicilio completi, codice fiscale.
  • Tipo diritto (Piena proprietà, usufrutto, nuda proprietà ecc.)
  • Provenienza (successione, donazione, vendita, usucapione)

• Conservatoria

  • Atti di mutuo
  • Ipoteche (anche vuote)
  • Altro

Catasto:

  • Estratti catastali
  • Planimetrie
  • ( in caso di condominio anche elaborato planimetrico)

Urbanistica:

  • Permessi edilizi
  • Elenco pratiche esistenti depositate presso l’archivio Comunale
  • Data presentazione e ritiro,
  • protocollo,
  • n° pratica
  • n° concessione
  • Autorizzazione
  • D.I.A.
  • Piante dell’ultimo permesso approvato
  • Lettere inizio e fine lavori
  • Certificato di abitabilità/agibilità
  • Certificato destinazione urbanistica (PER TERRENI)

Impianti:

  • Certificazioni conformità imp. Elettrico
  • Certificazioni conformità imp. Idraulico
  • Libretto manutenzione Caldaia
  • Eventuale certificazione impianto condizionamento

Descrizione immobile:

  • Collocazione
  • Composizione
  • Confini
  • Note

Fotografie
• Esterne e interne

Il tutto viene allegato e rilegato assieme al “libro della casa” che viene redatto in agenzia: grazie alle nostre attrezzature siamo in grado di stampare e produrre un buon prodotto, ma qualunque agenzia può, con word e un pò di , stampare su una piccola stampante il suo libro della casa.

Il secondo punto è stato determinante, la che ho preferito attuare, contro il mio ex-socio che voleva impostarlo come post-vendita, è stata quella di impostare il Libro della casa come un servizio che serve nella prevendita, una informativa completa da consegnare all’interessato.

Non solo, il proprietario ne è titolare, ha la sua copia e la può usare per le altre agenzie o per un acquirente che si trovi da solo (che ci volete fare, preferisco che siano i clienti a decidere se gli serve o meno la mia opera, per adesso.. ;) ).

Per il terzo punto, se leggete questo post avrete capito la risposta ( e il mio ex-socio me ne ha dette per questo… ): preferisco diffondere l’esperienza positiva perchè, credo e spero, se si diffondesse come uso avremmo molti immobili sul che non presentano quelle sorprese poco gradite alle quali spesso, volenti o nolenti, assistiamo, specie in fase di trattativa avanzata, con relativi problemi e grattacapi.

Quindi ben venga chi imita e chi migliora,

Non me l’aspettavo, un idea semplice a volte ha una forza dirompente e sono contento di averla avuta e di averla condivisa.

Abbiamo una decina di libri della casa in “costruzione”, 10 proprietari che hanno aderito al programma CasaInForma, abbiamo molti Notai entusiasti e molti Tecnici collaboratori.

Il segreto?

Informare, rendere edotti gli acquirenti costa meno di sanare a priori, il proprietario può conoscere la propria situazione e valutare con calma e precisione a cosa andrà incontro vendendo il proprio immobile, l’acquirente può fare altrettanto.

I precedenti tentativi, fatti un po dovunque per l’, pretendevano invece che il proprietario sanasse le difformità con un forte impegno economico che si doveva accollare ben prima di sapere come il suo immobile e quanto le sue pretese siano in linea con il mercato.

Adesso siamo in definizione del , a Gennaio partiamo con il marketing, anzi direi da Dicembre.

E spero che l’idea venga sposata anche da altri AI, perché non l’ho pensata per averne l’esclusiva, è importante la diffusione.

C’era già chi lo faceva? Meglio!

Spero che da oggi ce ne sia ancora di più.

Allego un file di esempio per chi fosse interessato.

Saluti.

Il libro della casa di Oris group

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Viva la libera informazione… e dato che ci sono ci guadagno!

Roma – Questa minaccia era proprio sfuggita agli occhi di Punto Informatico e, purtroppo, anche a quelli di molti altri. Ma non è sfuggita a Valentino Spataro, curatore di Civile.it, che in un editoriale appena pubblicato avverte tutti del siluro sparato dal Governo contro la in pieno agosto e approvato formalmente dal Consiglio dei ministri lo scorso 12 ottobre.La è presto detta: qualsiasi attività web dovrà registrarsi al ROC, ossia al Registro degli operatori di Comunicazione, se il disegno di si tradurrà in una norma a tutti gli effetti. che porta con sé burocrazia e procedure.

Il testo parte bene, spiega che “La disciplina prevista dalla presente legge in tema di editoria quotidiana, periodica e libraria ha per scopo la e la promozione del principio del pluralismo dell’ affermato dall’articolo 21 della Costituzione e inteso come di informare e ad essere informati”.
Bene, anche perché esplicita che si parla di editoria e non, ad esempio, di pubblicazioni spurie prive di intenti editoriali, come può esserlo un personale. Il problema, come osserva Spataro, è che poi il testo si contraddice quando va a definire cosa è un prodotto editoriale.

Una definizione che chi legge Punto Informatico da almeno qualche anno sa essere già oggi molto spinosa e che, con questo disegno governativo, assume nuovi inquietanti connotati:
“Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso” (art 2, comma 1).
Chi avesse ancora dei dubbi su cosa sia prodotto editoriale può leggere il comma seguente del medesimo articolo, che stabilisce cosa non è prodotto editoriale:
“Non costituiscono prodotti editoriali quelli destinati alla sola informazione aziendale, sia ad uso interno sia presso il pubblico”.
Chi ritenesse che questa definizione non si applichi, per esempio, al proprio blog personale dove pubblica di quando in quando un post, dovrà ricredersi passando al comma successivo dell’articolo 2, il terzo comma, che recita:
La disciplina della presente legge non si applica ai prodotti discografici e audiovisivi.
Il Governo, nel redigere questo disegno di legge, non si è dimenticato, peraltro, dei prodotti editoriali integrativi o collaterali che sono quei prodotti, compresi quelli discografici o audiovisivi, che siano “diffusi unitamente al prodotto editoriale principale”.

Rimarrebbe una scappatoia, quella delle pubblicazioni, on e off line, che sono sì di informazione o divulgazione, o formazione o intrattenimento, ma non sono a scopo di lucro. Rimarrebbe se solo il Governo non ci avesse pensato. Ed invece dedica alla cosa l’intero articolo 5:
“Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria. L’esercizio dell’attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative”.
Un paragrafo che dunque non lascia scampo ai “prodotti” non professionali, lasciando forse, ma è una questione accademica, un micro-spiraglio a chi non ottiene o non cerca di sorta sulle proprie pubblicazioni.

Qualcuno potrebbe pensare che il solleone ad agosto abbia giocato brutti scherzi. In realtà all’articolo 7 viene raccontato il motivo del . Con espresso riferimento a quanto pubblicato online, si spiega che l’iscrizione al ROC serve “anche ai fini delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa”.

Senza contare la montagna di introiti extra che il Registro otterrebbe con questa manovra, ne consegue che la giustificazione che viene addotta a questo abominio nuovo provvedimento sia la necessità di tutelare dalla diffamazione. Come se fino ad oggi chiunque avesse avuto mano libera nel diffamare chiunque altro. Il che non è, tanto che più volte siti non professionali e altre pubblicazioni online, anche del tutto personali come dei blog, e anche senza alcuna finalità di lucro, si sono ritrovati coinvolti in un processo per diffamazione.

“Potessero, – conclude Spataro – chiederebbero la carta d’identità a chiunque parla in pubblico. Su il controllo è più facile. E imporre procedure burocratiche per l’apertura di un blog sarà il modo migliore per far finire l’ Italiana”.

Fonte Punto Informatico

Fonte Blog Beppe Grillo

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Agenzia immobiliare: Necessità o lusso?

Lusso o necessità?

Oggi voglio provocare.

Dunque, PREMESSA (fondata o meno lo discuteremo poi):

  1. Le agenzie sono care (tradotto:costano molto rispetto al servizio che danno)
  2. Le agenzie danno un servizio insoddisfacente.
  3. Le agenzie non servono, meglio i privati.

Fermiamoci qui, ci basta.

Altro dato.

Il delle agenzie sembra si attesti sul 35%.

Bene.

Premessa finita. Considerazioni?

Io da questi dati, se sono fondati e veritieri desumo:

  • Le agenzie? Come tutti i prodotti cari e di poca utilità se ne può fare a meno, basta evitarle.
  • Alle agenzie si rivolgono solo coloro che vogliono durare poca fatica, ma visto il esagerato e il fatto che se ne può fare tranquillamente a meno, perché dovrei usarle se non me le posso permettere? Molto meglio risparmiare e fare da soli, che si fa anche meglio.
  • La maggioranza delle (il 75%) non è in vendita nelle agenzie, ma dai privati, quindi perché mai io dovrei pagare una qualsiasi cifra rivolgendomi a queste? Per avere meno ?

Ma allora come mai se si ritiene il servizio delle agenzie così poco utile, e tra l’altro fuori prezzo, la clientela continua a rivolgersi ad esse (noi)?

Riflettendo, forse un servizio c’è allora: siamo il capro espiatorio.

Come mai tutta questa guerra agli AI, tutta questa di demonizzazione, tra l’altro rivolta stranamente agli Agenti Patentati, anche quando si hanno problemi con abusivi o irregolari (vedi qui ad esempio)?

In un su un post di Neottolemo su mentecritica ho scritto rispondendo a una delle solite frecciatine alla sull’aumento dei prezzi (del quale avremmo responsabilità diretta secondo l’assurdo superficiale assunto che più costa più guadagnamo) e sulla scarsa professionalità in questo modo:

…beh, esistono tanti ottici, dentisti, psicologi, avvocati, spazzini che fanno altrettanti danni o sono altrettanto idioti [in relazione a alcuni esempi di AI -NDR], ma non se ne parla.
Solo che se vuoi avere un paio di occhiali devi andare dall’ottico e non gli dai colpa del tuo abbassamento della vista, se vuoi adottare un figlio devi passare dallo psicologo e non lo colpevolizzi per questo dicendo che è un meccanismo che ha creato la degli psicologi, se ti devi difendere devi andare dall’avvocato senza sospettare minimamente che sia stata la dell’avvocato a farti passare beghe legali , se vuoi avere le città pulite ti servono gli spazzini e non credi che siano loro a aumentare la sporcizia per guadagnare di più.

Ho reso l’idea?

Come corollario aggiungerei: l’agente invece lo puoi evitare tranquillamente.

Naturalmente Neottolemo non voleva prendersela con la categoria, voleva solo portare la propria opinione, ma mi perdonerà se l’ho citato in questo post, l’ho fatto per educazione visto che parlavo di un episodio che lo coinvolgeva: io sono un assiduo lettore di MC e mi piacciono tutti i loro articoli, anche quando non sono d’accordo…

Solo che per una volta, dopo aver contribuito molte volte alla autocritica della mia categoria, in mille risposte ai vari post nei vari e blog della , vorrei che si riflettesse, una volta tanto, anche nella direzione opposta.

Sempre se ci riusciamo…

Io ho detto, ora,  se vi va, dite voi.

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