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Parlarne non è peccato.

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Sono almeno tre anni che mi barcameno su al fine di portare un po di sul nostro mondo ai più, cercando di promuovere il dialogo sia tra noi, internamente come , sia con la clientela, che ha in media una opinione in gran parte legata a adagi popolari e che poco hanno di lusinghiero.

Ho quindi attivato il mio blog personale (intermediando, ora trascurato per curare questo), e sono intervenuto sui in maniera assidua (vedi condominio.web o lavoriincasa.it nick ), per cercare di capire cosa pensasse la e i , attraverso gli scambi di opinioni.

Sono diventato delegato all’informatica della mia sia per l’associazione (FIAIP) che per il (), attivando anche una forum di interscambio per tenere in contatto i consorziati.

Sono stato chiamato da Zappulla a gestire il blog qui presente, a suo tempo, nel giugno del 2007.

Nel frattempo lavoro pure, in quelle pause che vanno dalle 8 di mattina alle 13 e dalle 15 alle 20-21…. :mrgreen:

Sono soddisfatto, il blog ha raddoppiato gli accessi, non ci sono stati grossi “incidenti di percorso”, ho trovato molti amici e colleghi, ho imparato molte cose, ho incontrato molte persone in disaccordo con me e quindi mi sono arricchito nel (Voltaire, Voltaire…) .

Sono riuscito a avere il supporto degli sponsor, che ringrazio a nome di noi tutti, nel lancio del wiki.immobiliare, e ho contribuito alla realizzazione (nei limiti delle mie capacità) alla realizzazione del “top secret” che si avvererà prossimamente.

Un bilancio completamente positivo, se non fosse per un fatto:

Ho maturato la sensazione, il dubbio, che ci sia una forte resistenza a parlare di alcuni argomenti, se non altro per mantenere il controllo, i privilegi, lo stato di fatto di alcune cose anche se queste oramai sono “vecchie” e il loro mantenimento dannoso all’immagine della categoria.

Come ho notato una reticenza notevole da parte di alcuni colleghi, direttamente proporzionale alla loro posizione, a parlare di argomenti in maniera trasparente perchè “se no la gente si lamenta”.

Tutto questo lo trovo disdicevole, a dir poco, come trovo infantile l’atteggiamento che viene portato avanti in caso si tocchino certi argomenti, che sfocia sempre o quasi nell’aggressività e negli attacchi personali (non che non fosse stato previsto, ma la delusione resta).

In pratica il messaggio è: ” ma come ti permetti di dire queste cose in pubblico? Io voglio continuare a fare come mi pare, se lo sanno poi…”.

E questo atteggiamento lo ritrovo nel mio piccolo, nella mia provincia, dove è meglio “non parlare” per non farsi dei “nemici” o aspettare che la gente si lamenta ma poi dimentica, piuttosto che attivarsi per un confronto costruttivo e la creazione di uno spirito di gruppo….

Io credo che fino a quando la nostra categoria, come qualsiasi categoria, avrà qualcosa del quale non si può parlare in pubblico, qui o altrove, sarà difficile guadagnare la percentuale di mercato che non serviamo, il fatidico 50% di clienti che scelgono altre strade per comprare casa, una conquista che ci farebbe tranquillamente superare questa “crisi” in atto.

Come credo che un argomento valido, che sia di vantaggio vero per tutti, clienti e agenti, verrebbe immediatamente recepito, capito e fatto proprio da chiunque voglia agire e lavorare in buona fede, puntando sulla vera professionalità e correttezza della quale tanto ci vantiamo, senza bisogno di operazioni di marketing aggressivo e convegni a cercare di dimostrarne l’utilità.

Che dire, se dei nemici ci si deve fare cercando di costruire qualcosa, in modo gratuito, senza l’appoggio di nessuna associazione o ente, perchè la passione spinge a farlo allora ben vengano i nemici, le minacce, le lettere ai direttivi, ecc. ecc., perché non credo che la soluzione sia nel tacere, nel non parlare, nell’aspettare che la gente dimentichi o non ci faccia caso, credo che la soluzione sia nel fare qualcosa, ognuno per quello che può.

Voglio credere che quanto scritto da tutti noi, in queste pagine, ha contribuito a cambiare qualcosa, forse addirittura in meglio.

Mi basta.

E parlarne non è peccato.

oppure sì?

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Specifiche e istruzioni per la realizzazione del “Libro della casa”

Il libro della : linee guida

  • Il libro della casa altro non è che la raccolta di tutta la documentazione riguardante un immobile, inseme alla perizia di un tecnico abilitato iscritto all’albo, che ne certifica l’autenticità a una certa data, riportata nel momento della redazione del libro della casa.
  • Il tecnico certifica a sua responsabilità che quanto è descritto nel plico corrisponde a verità.
  • Nel libro della casa sono descritte anche le eventuali difformità riscontrate nell’immobile dal Tecnico, permettendo una stima approssimativa del loro peso sulla futura compravendita.
  • Il libro della casa ha l’intento di informare il proprietario e il potenziale acquirente nel modo più completo possibile, viene rilasciato alla sottoscrizione di d’ dietro firma di ricevuta.
  • Tutti i che sono interessati a collaborare all’iniziativa potranno aderire, a condizione di mantenere lo stesso politico di € 200,00 salvo vive e accordi di altra natura presi con i successivamente al loro aderire al’iniziativa.
  • Ogni Agenzia promotrice dovrà astenersi dal farsi pagare per l’iniziativa, i rapporti economici per la realizzazione del “libro della casa” saranno solo tra proprietari e tecnici incaricati.
  • Il proprietario ha la totale di sul tecnico al quale dare l’, sia tra quelli convenzionati all’iniziativa si tra gli altri.
  • Importante per la riuscita dell’iniziativa è il mantenimento di uno standard nella presentazione al pubblico, nel nome “libro della casa”, nel Logo, a libera disposizione delle agenzie che se ne faranno promotrici.
  • Il libro della casa ha uno standard di impaginazione così organizzato:
  1. Pag 1: scheda sintetica, con composizione dell’immobile e metrature di tutti i componenti, indirizzo. spazio per timbro/firma Agenzia
  2. Sezione 1: Provenienze, Estremi catastali, Urbanistica, annotazioni e difformità riscontrate. spazio per timbro/firma Tecnico
  3. Sezione 2: scheda commerciale completa, con descrizione anche molto dettagliata, a gusto dell’agenzia che redige, presenza accessori (ascensore, camino, ecc), elenco servizi nelle vicinanze, stato generale di manutenzione, accesso ecc.. spazio per timbro/firma Agenzia
  4. Sezione 3: scheda commerciale sintetica, con composizione dell’immobile e metrature di tutti i componenti, indirizzo. spazio per timbro/firma Agenzia
  5. Resoconto sintetico: descrive sinteticamente gli estremi della documentazione riportata nella sezione 2, elenca gli allegati presenti. spazio per timbro/firma Tecnico
  6. Presentazione servizi accessori dell’Agenzia che ha redatto il Libro, presentazione del tecnico, recapiti. spazio per timbro Tecnico e Agenzia

Documentazione minima (da allegare in copia, ove presente)

  • Dati proprietà(per ognuno degli aventi )
    • Nome
    • Cognome
    • Data e luogo di nascita
    • e domicilio completi
    • Codice fiscale
    • Stato civile
  • Conservatoria
    • Provienienze
    • Atti di (ove presente)
    • Ipoteche (vuote comprese, ove presenti)
    • Altro
    • Estratti catastali
    • Planimetrie
    • Elaborato planimetrico (per i condomini)
  • Catasto

  • Urbanistica
    • Permessi edilizi
    • Elenco pratiche esistenti depositate presso l’archivio Comunale
    • Data presentazione e ritiro
    • Protocollo
    • n° pratica
    • n° concessione
    • Autorizzazioni
    • D.I.A.
    • Piante ultimo permesso approvato
    • Lettere inizio e fine lavori
    • Certificato abitabilità/agibilità
    • Certificato destinazione urbanistica (per i terreni)
  • Impianti tecnologici
    • Certificazioni conformità imp. Elettrico
    • Certificazioni conformità imp. idraulico
    • Libretto manutenzione caldaia
    • Residenza e domicilio completi
    • Eventuale certificazione impianto condizionamento
    • (da prevederre la futura certificazione energetica)
  • Descrizione
    • Collocazione
    • Composizione
    • Confini
    • Regolamenti condominiali
    • Recapiti telefonici amministratore condominiale
  • Documentazione fotografica
    • Esterno
    • Zona giorno
    • Zona notte
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Il Libro della casa si diffonde

Siamo lieti di comunicare che anche Pistoia Casa fa il libro della casa! da oggi promuove e rende disponibile alla propria clientela i servizi , quindi i clienti potranno avere il loro anche in questa Agenzia .

A presto nuove adesioni.

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Il libro della casa? Un successo! Fatelo anche voi!

Il libro della casa di Oris group

Cosa è il “Libro della ”?

La solita certificazione dell’immobile?

Sì e no.

Pensavo, come faccio a risolvere i problemi sugli immobili coinvolgendo coloro che li possono risolvere (i ) in modo da avere la loro ?

Sapevo che in altre realtà era stato già provato a realizzare qualcosa di simile, ma tali esperimenti spesso avevano la pretesa di rendere gli immobili sanati, privi di ogni difformità, da subito, con il proprietario che si trovava a spendere molto e poi caricarlo sul prezzo preteso, risolvendosi in realtà in un aggravio di a carico dell’acquirente, spesso ingiustificato e sconveniente rispetto a una sanatoria effettuata dall’acquirente stesso.

Insomma, i proprietari non gradivano, gli acquirenti non compravano.

Come fare allora?

C’erano un po di punti deboli nel ragionamento:

1) Quanto sarebbe costato?
2) Che uso ne poteva fare il proprietario?

3) La uso per me o diffondo l’idea?

Il primo punto è stato risolto bene: conil fatto che adesso i possono fare e promozione, il costo si è attestato tra i 200 e i 300 euro, a seconda dei controlli che vengono richiesti (conoscitivi o approfonditi).Tale costo verrà pagato direttamente al tecnico, dal proprietario: l’agenzia non prende niente.

Inoltre il proprietario che volesse usufruire dell’opera del proprio tecnico lo può fare, noi chiediamo una documentazione da produrre che è questa:

group
Requisiti richiesti per il “
Provenienze.

• Proprietà (per ognuno degli aventi diritto)

  • Nome, Cognome, data di nascita, luogo, e domicilio completi, fiscale.
  • Tipo diritto (Piena proprietà, usufrutto, nuda proprietà ecc.)
  • Provenienza (successione, donazione, vendita, usucapione)

• Conservatoria

  • Atti di
  • Ipoteche (anche vuote)
  • Altro

Catasto:

  • Estratti catastali
  • Planimetrie
  • ( in caso di anche elaborato planimetrico)

Urbanistica:

  • Permessi edilizi
  • Elenco pratiche esistenti depositate presso l’archivio Comunale
  • Data presentazione e ritiro,
  • protocollo,
  • n° pratica
  • n° concessione
  • Autorizzazione
  • D.I.A.
  • Piante dell’ultimo permesso approvato
  • Lettere inizio e fine lavori
  • Certificato di abitabilità/agibilità
  • Certificato destinazione urbanistica (PER TERRENI)

Impianti:

  • Certificazioni conformità imp. Elettrico
  • Certificazioni conformità imp. Idraulico
  • Libretto manutenzione Caldaia
  • Eventuale certificazione impianto condizionamento

Descrizione immobile:

  • Collocazione
  • Composizione
  • Confini
  • Note

Fotografie
• Esterne e interne

Il tutto viene allegato e rilegato assieme al “libro della casa” che viene redatto in agenzia: grazie alle nostre attrezzature siamo in grado di stampare e produrre un buon prodotto, ma qualunque agenzia può, con word e un pò di fantasia, stampare su una piccola stampante il suo libro della casa.

Il secondo punto è stato determinante, la che ho preferito attuare, contro il mio ex-socio che voleva impostarlo come post-vendita, è stata quella di impostare il Libro della casa come un servizio che serve nella prevendita, una informativa completa da consegnare all’interessato.

Non solo, il proprietario ne è titolare, ha la sua copia e la può usare per le altre agenzie o per un acquirente che si trovi da solo (che ci volete fare, preferisco che siano i clienti a decidere se gli serve o meno la mia opera, per adesso.. ;) ).

Per il terzo punto, se leggete questo post avrete capito la risposta ( e il mio ex-socio me ne ha dette per questo… ): preferisco diffondere l’esperienza positiva perchè, credo e spero, se si diffondesse come uso avremmo molti immobili sul che non presentano quelle sorprese poco gradite alle quali spesso, volenti o nolenti, assistiamo, specie in fase di trattativa avanzata, con relativi problemi e grattacapi.

Quindi ben venga chi imita e chi migliora,

Non me l’aspettavo, un idea semplice a volte ha una forza dirompente e sono contento di averla avuta e di averla condivisa.

Abbiamo una decina di libri della casa in “costruzione”, 10 proprietari che hanno aderito al programma CasaInForma, abbiamo molti Notai entusiasti e molti Tecnici collaboratori.

Il segreto?

Informare, rendere edotti gli acquirenti costa meno di sanare a priori, il proprietario può conoscere la propria situazione e valutare con calma e precisione a cosa andrà incontro vendendo il proprio immobile, l’acquirente può fare altrettanto.

I precedenti tentativi, fatti un po dovunque per l’Italia, pretendevano invece che il proprietario sanasse le difformità con un forte impegno economico che si doveva accollare ben prima di sapere come il suo immobile e quanto le sue pretese siano in linea con il mercato.

Adesso siamo in definizione del progetto, a Gennaio partiamo con il marketing, anzi direi da Dicembre.

E spero che l’idea venga sposata anche da altri AI, perché non l’ho pensata per averne l’, è importante la diffusione.

C’era già chi lo faceva? Meglio!

Spero che da oggi ce ne sia ancora di più.

Allego un file di esempio per chi fosse interessato.

Saluti.

Il libro della casa di Oris group

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Sei un blogger nato? Vuoi diventarlo? Blogolandia!

Blogolandia, la nuova idea del clan Boraso.com, un per diffondere ll’ dal basso, localizzata per territorio, per , per

Quante volte ti sei lamentato di qualcosa che non va nella tua città o del fatto che non fosse abbastanza conosciuta nelle caratteristiche più interessanti?

Perché allora non farne il Sindaco, almeno virtualmente?

Nasce Blogolandia, il primo urban blog network italiano

Se negli stati uniti il concetto di blog metropolitano non è nuovo, in i blog impazzano, ma in pochi hanno pensato di lavorare ad un progetto di blog cittadini, una nicchia stranamente inesplorata vista la voglia di urlare le proprie ragioni che gli italiani e i blogger, guidati da Beppe Grillo, hanno in questo periodo.

L’immobilismo urbano ha dato vita ad un’idea importante che alcuni professionisti del web hanno deciso di trasformare in realtà: nella calda estate 2007 Massimo Boraso, project manager Studio Boraso.com, Giorgio Soffiato, ricercatore Venice International University e creatore di Marketingarena e Berardo Matè , sviluppatore wordpress hanno creato www.blogolandia.it

Nessun modello di business, nessun piano di marketing, nessun manifesto pubblicitario.. eppure sono già attivi:

www.milano.blogolandia.it
www.venezia.blogolandia.it
www.rovigo.blogolandia.it
www.padova.blogolandia.it
www.ferrara.blogolandia.it
www.bologna.blogolandia.it

e saranno on line entro novembre anche Napoli, Palermo, Cesena, Treviso e Parma.

Il segreto? Il progetto. Quando la piattaforma viene ai cittadini tutti si ricordano di voler fotografare quella buca davanti a che ha fatto cadere la nonna o di segnalare che quell’autovelox è fuori norma, ma è anche bello parlare dei risultati della partita di calcio della squadra cittadina o riportare interviste ai personaggi illustri. Blogolandia unisce i vantaggi della gestione da parte di professionisti all’editing di cittadini che vivono la zona. La voglia di raccontare la città è tanta e alcuni blog hanno già diversi autori che collaborano. Gli autori sono coordinati da un “sindaco del blog” che gestisce la diffusione delle notizie e coordina la routine quotidiana. Dice Giorgio Soffiato : “Non è facile gestire un progetto come questo, tecnicamente complesso e di difficile lancio, il rischio principale è quello che gli autori poco avezzi si stanchino o abbandonino il blog ma ad oggi assistiamo con piacere alla crescita del network e riceviamo richieste da più parti per avere una piattaorma blogolandia. Tutto questo è molto bello e credo che il driver del successo di blogolandia sia la passione verso il territorio e la possibilità di far sapere anche piccole cose che magari un giornale locale non approfondirebbe. Nel tempo ci piacerebbe anche gratificare i nostri autori con ricompense in pieno stile blogolandia come l’abbonamento al quotidiano locale o una pizza offerta in città. Blogolandia è di tutti e per tutti e nei nostri sogni c’è un progetto enorme con un blog per ogni Comune d’Italia .
Stiamo cercando persone (giornalisti/blogger ma anche giovani con talento) che amano il proprio territorio comunale o la propria città e sentano il desiderio di raccontare, fotografare e filmare tutto ciò che avviene nella propria comunità; cerchiamo persone disposte ad aprire un Blog urbano nel proprio comune e gestirlo, divenendo Sindaco del Blog. Blogolandia fornirà il Blog e tutto quanto necessario per poter iniziare a scrivere.
Chi volesse candidarsi ad aprire un Urban Blog del proprio Comune su Blogolandia può farlo consultando www.blogolandia.it o scrivendo a sindaci@blogolandia.it
L’idea del network di blog urbani si sta dimostrando vincente , unisciti a noi!

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Compravendite immobiliari senza sorprese, anche tra privati?

Presto la sicura anche tra privati. A costi agevolati, grazie a convenzioni con e Notai delle Province di e Prato, è possibile, per quei che lo volessero, certificare il proprio immobile rendendolo privo di “sorprese” poco gradite, specie quando inaspettate si presentano in fase avanzata di trattativa.L’ avrà il mezzo per valutare bene l’immobile, anche negli aspetti che non si mostrano “a vista e gradimento”, come spesso accade.

Tali avranno corsie preferenziali, nella , nelle stipule, oltre a minori costi per le parti.

, e velocità nel definire gli aspetti contrattuali.

Ci voleva proprio.

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Info

Le agenzie stanno cambiando, loro malgrado.

La professione stessa ha subito grandi cambiamenti e sta diventando sempre meno aperta a chi si improvvisa, anche a causa di provvedimenti legislativi non proprio fatti benissimo, ai quali si deve essere in grado di rispondere con efficienza e competenza.

Quindi, ecco nascere la necessità del , la necessità di diffondere le informazioni,il più possibile, con tutti i mezzi.

Ecco perché il blog.

Il blog sta diventando un nuovo modo di comunicare, più immediato di un , meno impegnativo e di più facile lettura.

Si può rispondere, domandare, intervenire… immediatamente.

Solo un altro passo verso il miglioramento.

Saluti

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Viva la libera informazione… e dato che ci sono ci guadagno!

Roma – Questa minaccia era proprio sfuggita agli occhi di Punto Informatico e, purtroppo, anche a quelli di molti altri. Ma non è sfuggita a Valentino Spataro, curatore di Civile.it, che in un editoriale appena pubblicato avverte tutti del siluro sparato dal Governo contro la in pieno agosto e approvato formalmente dal Consiglio dei ministri lo scorso 12 ottobre.La è presto detta: qualsiasi attività web dovrà registrarsi al ROC, ossia al Registro degli operatori di Comunicazione, se il disegno di si tradurrà in una norma a tutti gli effetti. che porta con sé burocrazia e procedure.

Il testo parte bene, spiega che “La disciplina prevista dalla presente legge in tema di editoria quotidiana, periodica e libraria ha per scopo la e la promozione del principio del pluralismo dell’ affermato dall’articolo 21 della Costituzione e inteso come di informare e ad essere informati”.
Bene, anche perché esplicita che si parla di editoria e non, ad esempio, di pubblicazioni spurie prive di intenti editoriali, come può esserlo un personale. Il problema, come osserva Spataro, è che poi il testo si contraddice quando va a definire cosa è un prodotto editoriale.

Una definizione che chi legge Punto Informatico da almeno qualche anno sa essere già oggi molto spinosa e che, con questo disegno governativo, assume nuovi inquietanti connotati:
“Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso” (art 2, comma 1).
Chi avesse ancora dei dubbi su cosa sia prodotto editoriale può leggere il comma seguente del medesimo articolo, che stabilisce cosa non è prodotto editoriale:
“Non costituiscono prodotti editoriali quelli destinati alla sola informazione aziendale, sia ad uso interno sia presso il pubblico”.
Chi ritenesse che questa definizione non si applichi, per esempio, al proprio blog personale dove pubblica di quando in quando un post, dovrà ricredersi passando al comma successivo dell’articolo 2, il terzo comma, che recita:
La disciplina della presente legge non si applica ai prodotti discografici e audiovisivi.
Il Governo, nel redigere questo disegno di legge, non si è dimenticato, peraltro, dei prodotti editoriali integrativi o collaterali che sono quei prodotti, compresi quelli discografici o audiovisivi, che siano “diffusi unitamente al prodotto editoriale principale”.

Rimarrebbe una scappatoia, quella delle pubblicazioni, on e off line, che sono sì di informazione o divulgazione, o formazione o intrattenimento, ma non sono a scopo di lucro. Rimarrebbe se solo il Governo non ci avesse pensato. Ed invece dedica alla cosa l’intero articolo 5:
“Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria. L’esercizio dell’attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative”.
Un paragrafo che dunque non lascia scampo ai “prodotti” non professionali, lasciando forse, ma è una questione accademica, un micro-spiraglio a chi non ottiene o non cerca di sorta sulle proprie pubblicazioni.

Qualcuno potrebbe pensare che il solleone ad agosto abbia giocato brutti scherzi. In realtà all’articolo 7 viene raccontato il motivo del . Con espresso riferimento a quanto pubblicato online, si spiega che l’iscrizione al ROC serve “anche ai fini delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa”.

Senza contare la montagna di introiti extra che il Registro otterrebbe con questa manovra, ne consegue che la giustificazione che viene addotta a questo abominio nuovo provvedimento sia la necessità di tutelare dalla diffamazione. Come se fino ad oggi chiunque avesse avuto mano libera nel diffamare chiunque altro. Il che non è, tanto che più volte siti non professionali e altre pubblicazioni online, anche del tutto personali come dei blog, e anche senza alcuna finalità di lucro, si sono ritrovati coinvolti in un processo per diffamazione.

“Potessero, – conclude Spataro – chiederebbero la carta d’identità a chiunque parla in pubblico. Su il controllo è più facile. E imporre procedure burocratiche per l’apertura di un blog sarà il modo migliore per far finire l’ Italiana”.

Fonte Punto Informatico

Fonte Blog Beppe Grillo

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Condividere, come e quando si vuole: è possibile?

Dai commenti che si sono susseguiti, ho notato una certa “voglia” di condividere informazioni come in una , pur non avendo voglia di affiliarsi a una “” e pagarne il relativo , vuoi per convinzioni o per esperienze o motivazioni varie che non mi interessa di discutere in questo post.

In questo post vorrei discutere con voi sulla possibilità di una rete di , tra coloro che vogliono condividere con determinati alcune informazioni relative agli , al fine di creare collaborazioni fattive, specie per coloro che operano con clientele distanti, come i colleghi che hanno le loro attività in luoghi turistici o ad alto richiamo.

Prendendo spunto dal blog, e dalla mia esperienza, potrei dire di aver individuato tre punti fondamentali:

  1. Non si vuole collaborare con tutti, si vuole collaborare con chi si conosce e ha la nostra fiducia;
  2. Non si può e non si vuole condividere tutti gli immobili, solo determinati immobili necessitano di tale approccio;
  3. Il dover immettere troppe volte i dati in mille portali da fastidio e porta via tempo.

Quindi un sistema dovrebbe poter permettere:

  • La possibilità di selezionare una che mi faccia scegliere se voglio collaborare o meno con altri AI;
  • La possibilità di scegliere l’area geografica o meno degli Ai con i quali collaborare.
  • La possibilità di scegliere con chi voglio (o con chi non voglio) collaborare.

Se avete altri suggerimenti è il momento di farlo, specie per chi, a differenza di me, opera in zone turistiche potrebbe essere una buona occasione per mettere su un che potrebbe anche funzionare.

A volte basta solo cominciare.

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Finalmente risolto il problema della proposta irrevocabile di acquisto?

Un piccolo post solo per dare un anteprima:

In una intervista Luciano Passuti, ha comunicato che è oramai quasi pronta la nuova modulistica, riscritta e riadattata, con un occhio sia alle nuove leggi che ai consumatori, specie riguardo alla vessatorietà di alcune clausole, di solito usate in questi .

La buona notizia, per me, è che sono stati approntati due tipi di :

La prima è quella solita, riscritta e migliorata (speriamo), che conclude un alla avvenuta comunicazione dell’ (dichiarato azionabile ex art. 2932 CC), la seconda invece è del tipo internazionale, tra l’altro senza di , pur mantenendo un legame tra le parti (per il come non è spiegato), che potranno sì rinunciare, ma non senza conseguenze.

Fonte: Attico informa

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