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Riflessioni sul mondo delle agenzie immobiliari e universi circostanti.
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02 ago 09 Congresso Nazionale FIAIP: ricapitolando…

Dunque, gli schieramenti sono ancora non ben definiti, ma già se le danno di santa ragione. :)

Sembra davvero di assistere a una elezione politica, non ci sono affatto differenze, ognuno mette in campo strategie più o meno “corrette” e le responsabiltà vengono trattate all’inverso dei meriti: non le vuole nessuno.

Ma a me, come penso agli altri “elettori senza diritto di voto” della base, interessa molto poco chi va o chi non va al “potere”, interessa molto il nostro lavoro quotidiano, come svolgerlo al meglio e come non vederci indicati come la ragione di ogni nefandeza in campo fiscale, sociale ed economico dal solito politico populista di turno.

Inoltre ci interessa la nostra identità, molti fanno l’agente immobiliare perchè hanno scoperto una passione per questo lavoro, non per mera fonte di guadagno.

In questi quattro anni non vedo molti motivi per un associato della base di gioire dell’operato della , e i candidati sono gli stessi.

Dopo che la tesi Emilia Romagna con l’ obbligatorio (tra le altre cose passate in secondo piano) è stata diffusa in rete si è acceso un campanello di allarme tra molti associati, che ci hanno letto un tentativo di introduzione dello stesso, nonostante sia palese che introdurre obblighi a carico dei clienti non porterà l’ambito “riscatto professionale” e nonostante lo studio commissionato nel 2008 dal centro studi fosse chiaro su un punto: tale obbligatorio come conseguenza cancellerebbe molte delle tutele oggi previste dal C.C. .

Per comprendere, è bene capire che l’incarico obbligatorio di cui si parla non è in esclusiva (come molti hanno erroneamente compreso) ma proprio solamente un mero incarico alla vendita, che già molti agenti fanno firmare normalmente, con vari contenuti che vanno dalle più blande annesse alla privacy a quelle più “contrattuali” con descritti vari punti a carico del cliente o dell’agente.

Quindi nessuna rivoluzione culturale, solamente un obbligo in più, che non risolve i problemi di fondo della professione.

Bene, ad oggi l’incarico obbligatorio risulta stralciato dalla tesi congressuale in oggetto; i redattori infatti, prendendo una posizione forte, hanno deciso di stralciarlo via per cancellare le polemiche, oramai incontrollabili.

Io che sono uno di quelli che ha gridato “AL LUPO!” ne sono contento, sperando che nessuno lo ripresenti come argomento al Congresso e che entrambi i Candidati alla presidenza invitino a esprimersi contrari allla eventuale sua immissione, fortemente voluta da ANAMA per i franchising.

Quindi andiamo in ferie più sereni?

Occhi aperti !

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25 mag 07 Storie di ordinaria Agenzia: capitolo II

Oggi ho ricevuto una telefonata da una collega.

Mai sentita prima d’ora.

Mi ha chiamato chiedendo di uno dei “ragazzi”, uno di quelli che stanno facendo la prova da me per vedere se il metodo di lavoro è compatibile con il loro modo di intendere il lavoro dell’Agente di Affari in .

Ho risposto al telefono (stranamente, è raro che lo faccia visto che l’uffico è sempre coperto..) e le ho detto che la che cercava era fuori, e che se mi avesse lasciato un recapito l’avrei fatta richiamare. Lei mi lascia il numero, poi mi chiede: “è il titolare?”
Alla mia conferma la collega mi comunica il motivo per il quale cercava il mio “ragazzo”…

Il mio “ragazzo” sarebbe stato protagonista di un misfatto: si sarebbe spacciato come amico della collega su detta, al fine di estorcere l’ a vendere (verbale) adducendo varie scuse del tipo “si la conosco da una vita” e “collaboriamo insieme”.
A dare queste informazioni alla collega sarebbe stato il proprietario stesso con altri due testimoni.

Preciso che se il fatto fosse accaduto la cosa sarebbe MOLTO grave, qui da noi almeno…

Bene, detto questo, chiaramente mi scuso e lascio la collega con l’assicurazione che la cosa sarebbe stata chiarita certamente, in un modo o nell’altro, all’arrivo del “ragazzo”, riattacco e chiamo il “ragazzo” che corre in ufficio…

Il “ragazzo” arriva visibilmente contrariato e offeso, io lo faccio sedere, e nell’ascoltare la sua versione vengo a sapere che lui non conosce affatto la collega (come la collega sosteneva tra l’altro) ma non solo, non conoscendola non poteva certo citarla!

Il ragazzo chiama la collega e cominciano a discutere:
la collega sostenendo che era stata anche troppo buona e che avrebbe dovuto “segnalarlo” alla c.c.i.a.a. (non so a che titolo, ma evidentemente…) e dal canto suo, il “ragazzo” che sosteneva la sua innocenza e la della collega nell’accusare (tra l’altro riferendo a me) una persona in questo modo.

Riprendiamo le redini della discussione e placando gli animi rimandiamo a un chiarimento con il proprietario ma visto la scarsa disponibilità di tempo della collega in tempi brevi, si preferisce telefonare immediatamente per chiedere spiegazioni, lumi di come poteva verificarsi che il proprietario dichiarasse con che il mio “ragazzo” si fosse spacciato come “amico” di questa collega.

Lo contattiamo , al secondo tentativo e in un primo momento ci cadono le braccia: IL PROPRIETARIO CONFERMA!

Il “ragazzo” si chiede come mai, e si continua, assieme al proprietario all’altro capo del telefono ad indagare…

Dopo pochi discorsi finalmente eccolo li!

L’arcano malinteso!

Il proprietario fa una domanda:

“Scusate, ma se non vi ha mandati la collega, come avete fatto a sapere che vendevo la ?”

E il “ragazzo”:

“Me lo ha detto la proprietaria del negozio di fiori, la Cornelia!

E il proprietario:

“AH ECCO! ORA CAPISCO, che figura che ho fatto, ho detto a CAMELIA (il nome della collega) che la conoscevate e lei negava! Era Cornelia che ve lo ha detto! E pensare che glielo avevo detto io!! Scusatemi ..” ecc. ecc.

Chiamiamo la collega, che si scusa e la storia finisce li.

Il “ragazzo” però poteva avere perlomeno il processo prima della .

a tutti.

P.S.

I nomi sono di , il fatto no.

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