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L’AI è cattivo, venite da me: io sono buono.

Sono anni che scrivo su , con il nick o con il mio nome e cognome, nei vari a rispondere ai vari quesiti, a cercar di controbattere ai con le argomentazioni e via così…

Che vuoi fare, mi piace, mi rilassa e mi costringe a tenere acceso il cervello oltre a farmi studiare le varie casistiche, ampliando la mia esperienza, pur se indirettamente.

Passione? Malattia? Sono un asociale?

Chi se ne frega, mi piace e lo faccio d’altronde ci metto la mia faccia e da quanto ho visto non è cosa .

Internet è un mare, un magma, un orecchio gigante che ti ascolta, che ti fa sentire meno solo, che ti fa credere che la tua storia verrà ascoltata, che qualcuno la condividerà.

E quindi la diventa il luogo dove si scambiano le idee,  gli , le opinioni e anche le nostre frustrazioni, le lamentele, la rabbia, dove si cerca il gruppo, caldo rifugio consolatore o la rivalsa, la vendetta per il torto subito.

Cosa c’entra con l’?

Nulla e tutto.

Mi ricordo per esempio di un tale Ymmo che tempo fa aveva un blog dove diceva peste e corna degli agenti , quasi al limite dell’infamia, prendeva i post dei vari AI impegnati nel virtuale e li rinominava, li rimodellava estrapolando e quotando, un po come si fa in quei forum per i “flames”, sconvolgendo spesso i concetti espressi dall’interlocutore…

Mi ricordo che  per uno dei suoi lavori di reportage esagerò mettendo il titolo “chiagne e fotte” a un post che francamente non aveva nulla di così spregevole, risultato: il suo blog (su blogger) stranamente sparì…

Ma chi era ymmo?

Un che era stato truffato da questa masnada di persone spregevoli?

Un difensore civico che preso dalla missione divina si mise a cercare di diffondere il verbo anti-Ai per ridare una parvenza di giustizia al mondo delle immobiliari?

Non lo sapremo mai.

In compenso qualcun’altro deve esser stato colpito da quel tale Ymmo, al punto da dedicargli un , che non linkerò perchè non voglio sciuparlo con un link  da un blog di un AI : cercatelo da soli :)

Visto? ;)

Non pensate male: sicuramente è una coincidenza.

Saluti.

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Provvigione solo dal venditore: Ma perchè non li accontentiamo?

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Leggendo nei vari e blog in giro per la , si vedono i più disparati commenti, sempre pieni di consapevolezza e di conoscenza dell’argomento che trattano (sic.)

Ultimamente leggo in molti di questi anfratti pieni di verità cosmica l’idea che gli abbiano da perdere dalla Galante, quella per capirsi, che immetterebbe la alla francese, con il provvigionale a carico della parte venditrice: un pò come il mandato insomma.

Sinceramente, perchè non li accontentiamo?

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Freepress, siamo alla svolta?

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In questi giorni, nella dove opero, un ordinanza del Sindaco, che in realtà era da molto tempo preannunciata, ha posto vari limiti algi espositori delle riviste di free-press, e non , che effettivamente avevano invaso in modo selvaggio ogni angolo del territorio comunale.

Non era raro che, specie per le riviste più diffuse, spesso tali riviste si trasformassero in rifiuti sparsi per terra.

Non mancavano poi le “rappresaglie” tra i vari operatori, una sorta di guerra fredda allo spazio migliore, combattuta anche con mezzi non proprio eleganti… ;)

Oggi, con questa ordinanza, a i “dispenser” in tutto il territorio comunale vengono limitati a 100 (cento), suddivisi in pari numero tra coloro che faranno richiesta: 10 per ogni rivista.

Se in dovessero poi avanzare delle disponibilità queste verranno ripartite tra chi ne ha fatto richiesta per primi.

Ma la cosa non è finita qui: VIETATO mettere gli espositori fuori dalle nostre vetrine, vanno messi almeno un metro all’interno rispetto alla parte pubblica.

Ah, dimenticavo, devono essere in tono con gli arredi e fissi e quindi, divenendo “”, sono soggetti a domanda all’ufficio tecnico per ottenere il permesso di installazione (d.i.a. ?), dietro presentazione del “:mrgreen:

L’allarme tra gli operatori del settore è di vecchia data, molti ne parlavano da almeno un anno della cosa e si erano “preparati”: molti si sono creati punti di distribuzione alternativi in bar, ristoranti, self-service.

Tale distribuzione però ha il difetto di sottostare alla del gestore del locale che, spesso, in caso di pulizie, butta via anche le riviste o, viceversa, rischia di lasciare riviste vecchie di mesi sul bancone mischiate con quelle recenti, abbassando di molto l’affidabilità del media.

Certo è che gli editori non si aspettavano una limitazione così forte, 10 dispenser sono talmente pochi che si potrebbe parlare di cancellazione del mezzo pubblicitario, specie per il .

Quindi?

La carta è in estinzione? Read More

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Firenze – Hotel Baglioni – Notai e Agenti Immobiliari a confronto per trovare la nuova via.

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Eccoci dunque a fare un piccolo resoconto sulla serata al quale ho partecipato in prima . VI prego di prendere le frasi riportate con le molle visto che sono riportate per come io le ho percepite e quindi espresse magari in modo impreciso.

Dopo l’introduzione di G. Goffredo, vice Presidente parte il Presidente Regionale Bertelli che, dopo aver premesso che la linea della dirigenza regionale è in pieno appoggio a quella nazionale, sottolinea, guardando Lulli, l’atteggiamento di apertura tenuto al tavolo di lavoro con il governo, che stona un po per il tono demagogico in bocca a un Toscanaccio, nel senso buono, come Bertelli.

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Parlarne non è peccato.

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Sono almeno tre anni che mi barcameno su al fine di portare un po di sul nostro mondo ai più, cercando di promuovere il dialogo sia tra noi, internamente come , sia con la clientela, che ha in media una opinione in gran parte legata a adagi popolari e che poco hanno di lusinghiero.

Ho quindi attivato il mio blog personale (intermediando, ora trascurato per curare questo), e sono intervenuto sui in maniera assidua (vedi condominio.web o lavoriincasa.it nick ), per cercare di capire cosa pensasse la e i colleghi, attraverso gli scambi di opinioni.

Sono diventato delegato all’informatica della mia sia per l’associazione () che per il (), attivando anche una forum di interscambio per tenere in contatto i consorziati.

Sono stato chiamato da Zappulla a gestire il blog qui presente, a suo tempo, nel giugno del 2007.

Nel frattempo lavoro pure, in quelle pause che vanno dalle 8 di mattina alle 13 e dalle 15 alle 20-21…. :mrgreen:

Sono soddisfatto, il blog ha raddoppiato gli accessi, non ci sono stati grossi “incidenti di percorso”, ho trovato molti amici e colleghi, ho imparato molte cose, ho incontrato molte persone in disaccordo con me e quindi mi sono arricchito nel (Voltaire, Voltaire…) .

Sono riuscito a avere il supporto degli sponsor, che ringrazio a nome di noi tutti, nel lancio del wiki.immobiliare, e ho contribuito alla realizzazione (nei limiti delle mie capacità) alla realizzazione del “top secret” che si avvererà prossimamente.

Un bilancio completamente positivo, se non fosse per un fatto:

Ho maturato la sensazione, il dubbio, che ci sia una forte resistenza a parlare di alcuni argomenti, se non altro per mantenere il controllo, i privilegi, lo stato di fatto di alcune cose anche se queste oramai sono “vecchie” e il loro mantenimento dannoso all’immagine della categoria.

Come ho notato una reticenza notevole da parte di alcuni colleghi, direttamente proporzionale alla loro posizione, a parlare di argomenti in maniera trasparente perchè “se no la gente si lamenta”.

Tutto questo lo trovo disdicevole, a dir poco, come trovo infantile l’atteggiamento che viene portato avanti in caso si tocchino certi argomenti, che sfocia sempre o quasi nell’aggressività e negli attacchi personali (non che non fosse stato previsto, ma la delusione resta).

In pratica il messaggio è: ” ma come ti permetti di dire queste cose in pubblico? Io voglio continuare a fare come mi pare, se lo sanno poi…”.

E questo atteggiamento lo ritrovo nel mio piccolo, nella mia provincia, dove è meglio “non parlare” per non farsi dei “nemici” o aspettare che la gente si lamenta ma poi dimentica, piuttosto che attivarsi per un confronto costruttivo e la creazione di uno spirito di gruppo….

Io credo che fino a quando la nostra categoria, come qualsiasi categoria, avrà qualcosa del quale non si può parlare in pubblico, qui o altrove, sarà difficile guadagnare la percentuale di mercato che non serviamo, il fatidico 50% di clienti che scelgono altre strade per comprare casa, una conquista che ci farebbe tranquillamente superare questa “crisi” in atto.

Come credo che un argomento valido, che sia di vantaggio vero per tutti, clienti e agenti, verrebbe immediatamente recepito, capito e fatto proprio da chiunque voglia agire e lavorare in buona fede, puntando sulla vera professionalità e correttezza della quale tanto ci vantiamo, senza bisogno di operazioni di marketing aggressivo e convegni a cercare di dimostrarne l’utilità.

Che dire, se dei nemici ci si deve fare cercando di costruire qualcosa, in modo gratuito, senza l’appoggio di nessuna associazione o ente, perchè la passione spinge a farlo allora ben vengano i nemici, le minacce, le lettere ai direttivi, ecc. ecc., perché non credo che la soluzione sia nel tacere, nel non parlare, nell’aspettare che la gente dimentichi o non ci faccia caso, credo che la soluzione sia nel fare qualcosa, ognuno per quello che può.

Voglio credere che quanto scritto da tutti noi, in queste pagine, ha contribuito a cambiare qualcosa, forse addirittura in meglio.

Mi basta.

E parlarne non è peccato.

oppure sì?

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Tutti parlano di crisi, ma…

….ma senza scomodarsi a interpretare ideogrammi dai duplici significati vorrei introdurre il mio pensiero.

Viviamo un’occasione, l’occasione di dare alla nostra “professione/lavoro/mestiere/ausiliarità” una dignità che ancora non ha avuto, in .

Prima di continuare faccio delle considerazioni:

Negli ultimi anni abbiamo visto crescere in modo indiscriminato le richieste di chi vendeva un immobile, pretesa sicuramente lecita ma che ci ha visti in difficoltà a porre il giusto freno, proprio in forza della corsa all’immobile portata dalla facilità di ottenere finanziamenti per gli acquirenti, oltre che da una certa “febbricciola” all’ che si è diffusa a livello pandemico.

Oggi si torna a livelli ragionevoli (tralascio di analizzarne le ragioni), ma il (Sua Maestà), stracolmo di operatori più o meno improvvisati si “restringe” e si ravvedono i primi “sgomitamenti” assieme ai primi “sgomenti”…

La cosa certa era che se fino ad oggi la corsa all’ era divenuta selvaggia, con la presentazione di pagine pubblicitarie piene di a qualunque (sia in linea che completamente fuori), in una situazione nella quale i deliravano prezzi da favola e a volte pure con ragione (quante ho visto vendere a prezzi per me assurdi..), oggi, tra i saldi (sic..) e la richiesta che cala abbiamo finalmente l’occasione, anzi, direi che non abbiamo più scuse: si deve finalmente attuare una politica di miglioramento della qualità nelle nostre proposte al pubblico di acquirenti.

In soldoni: cominciamo a fare un distinguo tra case “a prezzo” e case proposte a prezzi “fuori”.

Cominciamo a toglierle dalla , proviamo almeno, se non a lasciare il proprietario con le sue planimetrie in mano sulla soglia della sua “cara” mentre noi salutiamo cortesemente con un “no grazie“, a questi proprietari un pochino troppo esosi, che si approcciano al mondo delle sparando cifre assurde, con l’unico risultato di farci perdere mesi (anni?) ad attendere che rinsaviscano, tra l’altro prendendoci anche il loro scontento e la loro insoddisfazione, cominciamo a dire loro:

“…la sua richiesta è esosa, non la posso pubblicizzare per decenza (vergogna), la potrei proporre solamente a chi mi chiedesse precisamente un immobile in questa via e dissociandomi dal prezzo richiesto, in pratica mi scusi per il disturbo ma non credo di poterle essere utile…”.

Inoltre, cominciamo a circoli virtuosi, penso al “Libro della casa“, che ripeto è a disposizione di tutti coloro che volessero aderire all’iniziativa e promuoverlo mantenendone inalterati gli scopi e le intenzioni, penso a Consorzi che si preoccupano un pochino meno del loro sostentamento economico e che invece mettono su numeri verdi per una prima Conciliazione (idea di Dimitri) con i clienti insoddisfatti, promuovono bacheche negli istituti di credito (sempre Dimitri), penso a riviste che diminuiscono i loro costi/pagina all’aumentare del numero dei consorziati , penso a un sistema telematico per il controllo dei prezzi medi, per creare dei borsini finalmente attendibili e controllare l’andamento mercato in maniera analitica, in modo semplice, sicuro e rispettoso della (si può, si può), penso a questo blog, al wiky, all’ e a tutto ciò che saremo in grado di fare noi AI, da soli (come ), autonomamente, purtroppo.

Solo così potremo conquistare quella percentuale di clientela (50%?) che ancora non ci ritiene meritevoli di servirla.

Partendo da questo dato, se ci riusciamo, parleremo ancora di crisi? ;)

Sempre meglio che stare sugli alberi a cantare.

Ho detto la mia.

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Il Libro della casa si diffonde

Siamo lieti di comunicare che anche Pistoia Casa fa il libro della casa! da oggi promuove e rende disponibile alla propria clientela i servizi , quindi i clienti potranno avere il loro anche in questa Agenzia .

A presto nuove adesioni.

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Resoconto PistoiaInCasa: 1° rassegna dedicata alla casa a PT

Oggi alle 20:30 circa abbiamo finito di distribuirci i cioccolatini fatti dal Catinari rimasti (a me non ne hanno dati) , grazie anche a Lui, un artigiano del cioccolato che crea cose meravigliose e semplici.

Tra sconvolgimenti societari e fiera da fare all’ultimo momento (organizzata in un ora, partendo dal nulla), dimezzati nel numero ma rafforzati nell’ di intenti e nella voglia di costruire insieme, direi che tutto sommato portiamo a un bilancio positivo, con i forti segnali di che abbiamo ricevuto, dai e dagli amici, che hanno dimostrato di apprezzare chi siamo e come lo facciamo.

Ci siamo sobbarcati tutti i turni, senza riposo, io stremato dagli eventi, gli altri stremati dal mio stato d’animo.

Siamo rimasti soddisfatti, il pubblico ha risposto, la fiera ha un bilancio positivo.

Ringrazio Monica e tutti coloro che mi sono rimasti vicino, gli amici si riconoscono nel momento della difficoltà. Grazie.

Ho scoperto che avevamo alcuni che ci vedevano “arroganti”, per una certa politica nella gestione dei rapporti esterni che non condivido, oggi non più in vigore per mia decisione (che fatica sistemare tutto… ): in pratica mi sono dovuto scusare e l’ho fatto, in un riassetto societario è normale avere pro e contro.

Ho ritrovato e riallacciato rapporti “sospesi”, con colleghi e con le quali abbiamo avuto divergenze di opinioni, allacciando un clima di costruttivo.

Ho incontrato blogger del bAI, info-.it (al quale chiedo scusa per il poco tempo dedicatogli, sono qui se mi vuoi ) e il mitico pentito Alessandro Pampaloni, con il quale condivido molte idee (grazie Alex ;) ).

Dalle frecciate di Davide :) ( ha mal sopportaato la nostra vecchia marketing anti-immagine-tutta-standard che propongo qui sotto) ho scoperto finalmente chi si era lamentato degli slogan “aggressivi” contro l’idea degli AI tutta cravatta e niente contenuto: lui, TC di successo, certo non abbandona la sua filosofia, io, che invece non posso permettermi di abbandonare il casual a causa di una scarsa propensione al bello, di certo mi guardo bene dal basarmi sull’immagine impeccabile e invece punto molto sulla capacità comunicativa e nell’empatia con il , oltre a pensare fortemente che se sei sicuro di quello che fai non hai bisogno di divise. (ps non vendevo cioccolatini :) )

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Contatti, acquisizioni, libri della casa, tutto ha funzionato a dovere.

Quello che non ha funzionato è successo il giorno prima, venerdì.

Oggi è un altro giorno.

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Riflessione mattutina…. dovevo prendere prima il caffé?

Come dice Gianni53, cercare la nostra identità incaponendoci nel arrogarci titoli che non abbiamo, può solo nuocere a noi, che non capiamo i nostri limiti e ai clienti che non capiranno cosa facciamo, confondendoci con altre attività.

Le Agenzie sono, a parer mio, strutture nelle quali la domanda e l’ si incontrano, oltre a questo noi come figura infra-partes indirizziamo e coordiniamo tutto il lavoro che c’è in una trattativa, risolviamo i problemi che la non può risolvere ma noi invece sì ;) , avendo in mano il , per natura stessa del nostro lavoro, qualità che ci è riconosciuta anche dalla clientela (che comprerà pure al 35% da agenzie, ma all’ 80% si rivolge ad esse).

(non ho citato l’attività di perchè mi sembra ovvia…)

Questa è la nostra identità, ausiliari del commercio.

Poi tra di noi ci sono notai, avvocati, geometri professionisti “pentiti” che hanno intrapreso la nostra “ausiliar-professione”.

Queste sono le funzioni per le quali secondo me siamo insostituibili e questo dobbiamo promuovere.

I servizi accessori, oggi da accessori trasformatisi in necessari, fanno parte della nostra professione ma non ne sono il core-business (aoh! so’ poliglottide! :mrgreen: ).

Puntare sulla “completezza” intesa come coordinamento di tutta la trattativa (in effetti ne siamo i registi) e di nel rapporto con i , i notai, le e l’amministrazione è giusto, ma senza dimenticarci chi siamo o far finta di essere altro.

Se poi Gianni53 ha ragione in le agenzie saranno diverse, anche se non credo che la sua sia l’unica soluzione.

Sono ancora addormentato? (vedendo gli errori che ho fatto nel testo forse sì…)

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E quando il cliente non ha ragione?

Propongo di mettere qui sotto, nei commenti, brevi di “agenzia vissuta” nei quali descrivere situazioni incresciose subite vostro malgrado da clienti che vi hanno addebitato colpe o oneri in modo ingiustificato, o chiesto danni per cose assurde.

Tanto per dare un colpo anche alla botte, dopo il cerchio….

Un esempio?

Eccolo pronto da Ketty:

L’anno scorso ho ricevuto una lettera di risarcimento danni, perchè un proprietario traslocando si è fratturato un piede con un mobile. La colpa, a suo dire, era mia perchè in avevo inserito la clausola: “l’immobile entro il dovrà essere libero da cose o persone”!

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