Aggiunta la pagina introduttiva alle stime dei fabbricati: qui (graze a Dafer)
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Cari colleghi e non,
Con questa comunicazione periodica vorrei portarvi a conoscenza delle modifiche effettuate nelle seguenti pagine del wiki:
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Sulle plusvalenze nella sezione finanziaria 2006
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Saluti.
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Qui l’elenco di tutte le pagine inserite fino ad oggi.
Ringrazio chiunque ha contribuito e buona continuazione.

….ma senza scomodarsi a interpretare ideogrammi dai duplici significati vorrei introdurre il mio pensiero.
Viviamo un’occasione, l’occasione di dare alla nostra “professione/lavoro/mestiere/ausiliarità” una dignità che ancora non ha avuto, in Italia.
Prima di continuare faccio delle considerazioni:
Negli ultimi anni abbiamo visto crescere in modo indiscriminato le richieste di chi vendeva un immobile, pretesa sicuramente lecita ma che ci ha visti in difficoltà a porre il giusto freno, proprio in forza della corsa all’immobile portata dalla facilità di ottenere finanziamenti per gli acquirenti, oltre che da una certa “febbricciola” all’acquisto che si è diffusa a livello pandemico.
Oggi si torna a livelli ragionevoli (tralascio di analizzarne le ragioni), ma il Mercato (Sua Maestà), stracolmo di operatori più o meno improvvisati si “restringe” e si ravvedono i primi “sgomitamenti” assieme ai primi “sgomenti”…
La cosa certa era che se fino ad oggi la corsa all’acquisizione era divenuta selvaggia, con la presentazione di pagine pubblicitarie piene di immobili a qualunque prezzo (sia in linea che completamente fuori), in una situazione nella quale i proprietari deliravano prezzi da favola e a volte pure con ragione (quante case ho visto vendere a prezzi per me assurdi..), oggi, tra i saldi immobiliari (sic..) e la richiesta che cala abbiamo finalmente l’occasione, anzi, direi che non abbiamo più scuse: si deve finalmente attuare una politica di miglioramento della qualità nelle nostre proposte al pubblico di acquirenti.
In soldoni: cominciamo a fare un distinguo tra case “a prezzo” e case proposte a prezzi “fuori”.
Cominciamo a toglierle dalla pubblicità, proviamo almeno, se non a lasciare il proprietario con le sue planimetrie in mano sulla soglia della sua “cara” casa mentre noi salutiamo cortesemente con un “no grazie“, a questi proprietari un pochino troppo esosi, che si approcciano al mondo delle compravendite sparando cifre assurde, con l’unico risultato di farci perdere mesi (anni?) ad attendere che rinsaviscano, tra l’altro prendendoci anche il loro scontento e la loro insoddisfazione, cominciamo a dire loro:
“…la sua richiesta è esosa, non la posso pubblicizzare per decenza (vergogna), la potrei proporre solamente a chi mi chiedesse precisamente un immobile in questa via e dissociandomi dal prezzo richiesto, in pratica mi scusi per il disturbo ma non credo di poterle essere utile…”.
Inoltre, cominciamo a creare circoli virtuosi, penso al “Libro della casa“, che ripeto è a disposizione di tutti coloro che volessero aderire all’iniziativa e promuoverlo mantenendone inalterati gli scopi e le intenzioni, penso a Consorzi che si preoccupano un pochino meno del loro sostentamento economico e che invece mettono su numeri verdi per una prima Conciliazione (idea di Dimitri) con i clienti insoddisfatti, promuovono bacheche negli istituti di credito (sempre Dimitri), penso a riviste che diminuiscono i loro costi/pagina all’aumentare del numero dei consorziati , penso a un sistema telematico per il controllo dei prezzi medi, per creare dei borsini finalmente attendibili e controllare l’andamento mercato in maniera analitica, in modo semplice, sicuro e rispettoso della privacy (si può, si può), penso a questo blog, al wiky, all’mls e a tutto ciò che saremo in grado di fare noi AI, da soli (come categoria), autonomamente, purtroppo.
Solo così potremo conquistare quella percentuale di clientela (50%?) che ancora non ci ritiene meritevoli di servirla.
Partendo da questo dato, se ci riusciamo, parleremo ancora di crisi?
Sempre meglio che stare sugli alberi a cantare.
Ho detto la mia.
Succede spesso che telefonando al proprietario di un immobile per fissare un appuntamento ci si senta rispondere -“è in trattativa”- oppure – “ho già venduto, grazie” .
Normale routine.
E a volte, a un successivo contatto si scopre che l’immobile è tornato in vendita, perché l’affare “chiuso” è sfumato.
Un po’ meno normale, secondo me, è il fatto che siano molti gli affari che “saltano” per impossibilità di ottenere il mutuo da parte degli acquirenti.
Si potrebbe evitare cercando il mutuo per i propri clienti PRIMA di trovare l’immobile, anche per “mirare” meglio l’immobile giusto per le tasche degli acquirenti; in fondo iscriversi all’UIC come mediatori creditizi non è impossibile, anzi; e tanto meno è difficile accompagnare nei vari istituti (convenzionati e non) i propri clienti acquirenti…
Ma anche questo problema può essere una conseguenza di un modus operandi, più o meno discutibile ma non illegale o contro l’etica, comunque con soluzione alla nostra portata (intendo nostra di Agenti Immobiliari)…
Una prima difficoltà nasce in presenza di quegli acquisti dove requisito fondamentale richiesto dagli acquirenti sia l’ottenimento di un mutuo al 120%, oggi molto meno raro di quanto qualcuno ami far credere: l’orientamento degli acquirenti di fascia “bassa” infatti, è quello di cercare nel mutuo la risorsa per ogni spesa inerente all’acquisto, comprendendo nella cifra da richiedere all’istituto di credito anche le imposte, le spese per il notaio, il geometra, le mediazioni; è chiaro che la cifra deve essere per la banca erogabile in relazione ai redditi degli acquirenti.
Se poi si ottenesse il mutuo, basta che il notaio scriva nel contratto di mutuo, in modo analitico, a cosa sono serviti i vari importi che l’istituto avrà cura di erogare con mandati irrevocabili (o assegni) diversi.
E fin qui ce la caviamo…
Ma un giorno, finalmente, dopo aver trovato l’istituto disposto a erogare il mutuo, dopo aver trovato la casa che piace ai nostri acquirenti, ci arriva la mazzata:
Il proprietario vuole una parte consistente di denaro a “nero”.
Ovviamente, l’agente coscienzioso rinuncia a tali incarichi, quando ne viene a conoscenza in fase di acquisizione ma, spesso, il proprietario è restio a dichiarare tali esigenze prima di vedere una proposta, anche se l’AI ne abbia fatto richiesta precisa al momento dell’acquisizione (la domanda su come e da quando si abbia la proprietà è d’obbligo, come la raccolta delle provenienze), magari vedendo che un immobile è stato acquistato entro il quinquennio…
D’altro canto, anche se il proprietario è un costruttore che ha denunciato una cifra per gli appartamenti già venduti, sceglierà di denunciarne sempre una congrua alle precedenti, congruità in mancanza della quale si vedrà il fisco intervenire richiedendo imposte a destra e a manca, e se questa cifra non è molto fedele al vero…
Inoltre aggiungo l’assurdo che tale problema esiste anche se gli appartamenti precedenti fossero stati venduti a prezzi differenti da quello che stiamo vendendo noi (vuoi per mercato o perché qualcuno riesce a venderlo a un prezzo più alto) e il malcapitato costruttore non si preoccupasse della “incongruenza” lasciando che l’acquirente denunci tranquillamente l’importo pagato: il fisco potrebbe invocare “pregiudizio di colpa” anche se in questo caso il misero costruttore non ha evaso un baffo, decidendo che tutti gli appartamenti hanno le imposte da rivedere in forza del fatto che uno di questi è stato venduto a prezzo più alto, come se ci fosse stata evasione e non compravendita con prezzi differenti.
Poi anche i privati ci mettono del loro, magari rivendendo una casa comprata con le agevolazioni e pretendendo cifre a nero, di solito coincidenti con la quasi totalità della plusvalenza…
Il notaio che ne venisse a conoscenza al momento dell’atto si troverebbe nella posizione scomoda di dover segnalare la differenza tra l’importo del mutuo e l’importo denunciato nell’atto, e sapete tutti come va a finire.
E l’agente immobiliare deve segnalare l’operazione come sospetta, all’UIC.
Il problema sta piano piano attenuandosi, ma questo per me è il vero problema attuale in molte compravendite con mutuo.
In pratica, se da una parte le famiglie hanno la tendenza a cercare nel credito, in modo onnicomprensivo, la soluzione all’acquisto della propria casa, dall’altra sia le politiche bancarie che alcuni proprietari pongono limiti insormontabili a tutto ciò.
Questo è uno dei motivi per il quale NOI Agenti immobiliari possiamo essere molto utili allo Stato e ai cittadini, se ce ne dessero la facoltà legittima, oltre che l’obbligo: se si dovesse sempre passare da una agenzia immobiliare per vendere/acquistare una casa si avrebbe sicuramente più possibilità di tracciare chi “sgarra”.
Naturalmente dovrebbe diventare conveniente anche per il cittadino, ma questo è un altro post.
Qual è la vostra esperienza, colleghi?
Non ho mai segnalato nessuno che svolgesse attività di mediazione in modo abusivo alle CCIAA, per adesso.
Mi sono limitato a “tagliargli le gambe” quando entravano in ufficio proponendo collaborazioni, non per motivi di astio ma solo perché voglio gestire a modo mio ogni aspetto del rapporto con la clientela, per poter anche io scegliere con chi avere a che fare, se rinunciare o meno a un incarico in forza di una mia analisi, non in forza di informazioni “filtrate” da altri.
Troppe volte, specie nelle lottizzazioni, si vede un prezzo che ti arriva “pompato” a dismisura per via di tutti i “passaggi” che ha fatto prima di arrivare sulla mia scrivania… no, grazie, rinuncio: prima mano e basta.
Per non parlare dei privati che si rivolgono a certe figure del passato (passato?), i sensali del paese o del bar dello Sport (che tra l’altro annoverano tra le loro fila alcuni anche bravi nell’accordare le persone).
Non so, ho il dubbio che chi si rivolge a questi sensali e da loro l’incarico alla vendita abbia la forte percezione che anche noi, colleghi, facciamo lo stesso lavoro… quindi meglio evitare, secondo me.
Quindi ho sempre convissuto in maniera “pacifica” con queste figure, con la tolleranza che a volte
mi contraddistingue…
Poi ci sono abusivi e abusivi, secondo me si deve fare dei distinguo:
Le mie domande:

Oggi ho fatto l’ennesimo ribasso al prezzo richiesto per un immobile.
Il proprietario, visto lo scarso interesse che riscontra nel mercato, anche dalle altre agenzie, mi ha telefonato preoccupato: vuole vendere perché così potrà comprare la casa dei suoi sogni, trovatagli dal suo geometra -“ce l’ha in mano Lui”- sono state le sue parole riguardo alla “occasione”…
Quindi adesso si svende!
Al via con i saldi!
…
I fatti:
Al momento dell’acquisizione il proprietario, dopo aver sentito la mia valutazione, mi comunica che il collega che ha visitato la sua casa in precedenza gli ha valutato la sua casa un prezzo che stranamente è superiore di 100.000,00 euro al mio…
Io sono rimasto sulle mie posizioni, ricordando al proprietario che l’immobile è suo e che può metterlo in vendita al prezzo che vuole, io al limite ho la libertà di non metterlo in pubblicità se non con la famosa dicitura “trattativa riservata”.
Essendo di fondo un insicuro, in seguito ho cominciato a farmi delle domande:
Forse sono rimasto indietro con i valori di riferimento…
…spero di no visto che mi occupo del borsino immobiliare della mia provincia per la FIAIP, sai te che confusione…
Forse gli affari che concludiamo noi sono sottocosto… se si sparge la voce tra poco dovrò chiudere: chi mi darà più un immobile da vendere?
Poi la mia parte arrogante ha prevalso e una altra “domanda” mi è venuta in mente:
O forse dipende dal fatto che la valutazione che mi è stata posta come riferimento (550mila euro contro i miei 450mila, terreno compreso), questa valutazione che aveva come unico parametro di credibilità la sua “consistenza”, aveva come artefice un collega di quelli “a progetto”?
Visto che di solito il prezzo di vendita purtroppo si avvicina a quello che ho fatto io, mi sono convinto di essere un menagramo e quindi sono qui a confessarlo, sperando così di esaurire la mia condanna o dovrò comprarmi occhiali da sole scuri tondi e bombetta.
Succede solo a me?

Oggi ho ricevuto una telefonata da una collega.
Mai sentita prima d’ora.
Mi ha chiamato chiedendo di uno dei “ragazzi”, uno di quelli che stanno facendo la prova da me per vedere se il metodo di lavoro Oris è compatibile con il loro modo di intendere il lavoro dell’Agente di Affari in Mediazione.
Ho risposto al telefono (stranamente, è raro che lo faccia visto che l’uffico è sempre coperto..) e le ho detto che la persona che cercava era fuori, e che se mi avesse lasciato un recapito l’avrei fatta richiamare. Lei mi lascia il numero, poi mi chiede: “è il titolare?”
Alla mia conferma la collega mi comunica il motivo per il quale cercava il mio “ragazzo”…
Il mio “ragazzo” sarebbe stato protagonista di un misfatto: si sarebbe spacciato come amico della collega su detta, al fine di estorcere l’incarico a vendere (verbale) adducendo varie scuse del tipo “si la conosco da una vita” e “collaboriamo insieme”.
A dare queste informazioni alla collega sarebbe stato il proprietario stesso con altri due testimoni.
Preciso che se il fatto fosse accaduto la cosa sarebbe MOLTO grave, qui da noi almeno…
Bene, detto questo, chiaramente mi scuso e lascio la collega con l’assicurazione che la cosa sarebbe stata chiarita certamente, in un modo o nell’altro, all’arrivo del “ragazzo”, riattacco e chiamo il “ragazzo” che corre in ufficio…
…
Il “ragazzo” arriva visibilmente contrariato e offeso, io lo faccio sedere, e nell’ascoltare la sua versione vengo a sapere che lui non conosce affatto la collega (come la collega sosteneva tra l’altro) ma non solo, non conoscendola non poteva certo citarla!
Il ragazzo chiama la collega e cominciano a discutere:
la collega sostenendo che era stata anche troppo buona e che avrebbe dovuto “segnalarlo” alla c.c.i.a.a. (non so a che titolo, ma evidentemente…) e dal canto suo, il “ragazzo” che sosteneva la sua innocenza e la maleducazione della collega nell’accusare (tra l’altro riferendo a me) una persona in questo modo.
Riprendiamo le redini della discussione e placando gli animi rimandiamo a un chiarimento con il proprietario ma visto la scarsa disponibilità di tempo della collega in tempi brevi, si preferisce telefonare immediatamente per chiedere spiegazioni, lumi di come poteva verificarsi che il proprietario dichiarasse con sicurezza che il mio “ragazzo” si fosse spacciato come “amico” di questa collega.
Lo contattiamo , al secondo tentativo e in un primo momento ci cadono le braccia: IL PROPRIETARIO CONFERMA!
Il “ragazzo” si chiede come mai, e si continua, assieme al proprietario all’altro capo del telefono ad indagare…
Dopo pochi discorsi finalmente eccolo li!
L’arcano malinteso!
Il proprietario fa una domanda:
“Scusate, ma se non vi ha mandati la collega, come avete fatto a sapere che vendevo la casa?”
E il “ragazzo”:
“Me lo ha detto la proprietaria del negozio di fiori, la Cornelia!“
E il proprietario:
“AH ECCO! ORA CAPISCO, che figura che ho fatto, ho detto a CAMELIA (il nome della collega) che la conoscevate e lei negava! Era Cornelia che ve lo ha detto! E pensare che glielo avevo detto io!! Scusatemi ..” ecc. ecc.
Chiamiamo la collega, che si scusa e la storia finisce li.
Il “ragazzo” però poteva avere perlomeno il processo prima della sentenza.
Salute a tutti.
P.S.
I nomi sono di fantasia, il fatto no.