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Le agenzie immobiliari stanno cambiando, loro malgrado.

La professione stessa ha subito grandi cambiamenti e sta diventando sempre meno aperta a chi si improvvisa, anche a causa di provvedimenti legislativi non proprio fatti benissimo, ai quali si deve essere in grado di rispondere con efficienza e competenza.

Quindi, ecco nascere la necessità del confronto, la necessità di diffondere le informazioni,il più possibile, con tutti i mezzi.

Ecco perché il blog.

Il blog sta diventando un nuovo modo di comunicare, più immediato di un forum, meno impegnativo e di più facile lettura.

Si può rispondere, domandare, intervenire… immediatamente.

Solo un altro passo verso il miglioramento.

Saluti

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  1. michela
    11 luglio 2009 a 23:46 | #1

    mi spiegate questa storia di questa agenzia di agliana x favore?

    • 12 luglio 2009 a 5:45 | #2

      La Oris è stata fondata come associazione di Agenti Immobiliari, come può essere uno studio associato di Geometri o Avvocati (non me ne vogliano per l’ardire), una tipologia di lavoro che prevede modus operandi particolarmente attenti a etica e altre cose che non stiamo a raccontare per non fare auto celebrazione perchè da noi non sono solo parole e troppo spesso le leggiamo dappertutto e non vengono poi seguite dai fatti.
      In passato, abbiamo aperto una sede ad Agliana, gestita da un associato, promosso a socio, al quale sono stati affidati degli associati.

      Gli associati stessi poi ( in occasione dell’uscita di uno dei soci precedenti) sono stati promossi a soci (da noi la meritocrazia viene premiata) e in quella ripartizione delle quote societarie, viene reso dalla proprietà (me :D ) indipendente l’ex socio sulla sede di Agliana, pur mantenendomi la maggioranza sulla ditta originale titolare dei marchi e di tutto il resto, e consegnando a tutti, soci di maggioranza e non, una quota di partecipazione in entrambe le società.

      Passa un anno e in una delle ultime riunioni viene decisa a maggioranza una nuova politica commerciale, alla quale l’allora socio di Agliana non aderisce e dichiara di voler uscire: in soldoni si trattava di un ridimensionamento delle quote che avrebbe rafforzato il gruppo ma ridotto il potere dei soci di maggioranza, che erano appunto l’ex socio e lo scrivente, con la creazione di un ufficio unico di rappresentanza, l’ex socio non voleva perdere la propria raggiunta indipendenza, non credeva in una organizzazione orizzontale propendendo per il vecchio modello verticistico (“io comando e gli altri lavorano per me“, non “con me“) e lecitamente si è “dissociato” ( avesse fatto solo quello andava tutto bene ).

      Gli altri soci prendono atto della scelta, visto la fermezza dell’intenzione del socio, si concorda sulla divisione (qui ci sarebbe un altro capitolo, ma lasciamo perdere) e ci si lascia tranquilli, credendo nelle buone intenzioni del socio uscente.

      Chiaro che tutto il processo prevedeva che il socio uscente uscisse cambiando il nome della sua nuova attività, come normale e come firmato su una scrittura fatta a suo tempo che chiaramente tutela il marchio nostro, tutti d’accordo ci alziamo dal tavolo e addirittura (per farti capire la tranquillità) l’ex socio dice che chi volesse uscire dalla società e andare con lui poteva aiutarlo a sviluppare i suoi progetti di aprire una sede anche a Prato, e di fondare un nuovo gruppo: nessuno dei soci accetta, nonostante avessero lavorato per lui ad Agliana preferiscono rimanere con me (Roberto Ponziani), il fondatore.

      I giorni seguenti passano tranquilli, continuiamo a gestire il lavoro insieme (molte pratiche aperte ad Agliana erano di uno dei soci Oris quindi necessitavano attenzione e cura ancora da parte dello stesso).

      Addirittura, per aiutarlo, gli concediamo di usufruire del nostro programma gestionale, per il quale uso pagava un canone spesso abbonato (si, faccio sconti….) e di tutta la banca dati fino a quel momento nella forma informatizzata, cosa che non era affatto dovuta, ma lo abbiamo fatto anche in un altra occasione precedente, cerchiamo sempre di mantenere in nostri rapporti: pensa che per non danneggiare persone a noi care siamo costretti dagli eventi a non togliergli l’uso del nostro gestionale, che ha ancora adesso, fino a quando queste persone non finiranno il gestionale da lui commissionato, lo so siamo un pochino “bischeri”…

      Nel frattempo l’ex socio a nostra insaputa, in data di Novembre 2008, a una settimna poco più dalla divisione tenta di prendersi il nome oris e farlo proprio registrando il marchio verbale “Oris” presso la CCIAA, come abbiamo scoperto in seguito (leggi sotto come).
      Cominciamo poi a vedere le pubblicità con il nostrio marchio, leggermente cambiato (una casa o lo stemma di agliana al posto del logo a forma di rombo con il pallino al centro ma tutto il resto UGUALE) sia su internet che sulle testate di annuci immobiliari e realizziamo, finalmente, le intenzioni.

      Essendo oramai chiaro che da quel momento in poi non ci si poteva aspettare il rispetto dei patti fissati prima della divisione, chiamo l’avvocato e gli dico: “Giovanni. non è che mi sta fregando? Controlla un po…” e poco dopo mi invia una mail con la prova della registrazione del nome oris di cui sopra. Ma il diavolo fa le pentole e non i coperchi, infatti la legge permette a chi ha storicamente avuto il marchio di mantenerlo (preuso), inoltre nell’atto della registrazione, evidentemente accecato dalla fretta, ha registrato solo il nome senza alcuna protezione su forma o colore ecc. permettendo a noi di registrarne invece il marchio completo, logo, scritta oris group e linea blu sottostante, proteggendola nella forma , font e qualsiasi colore. Il nome potrà pure usarlo, visto che lo vuole, ma non certo con la forma e i colori da noi usati e dovrà distinguersi bene da noi, la Oris originale.

      Il tentativo sembra esser stato quello di far finta di appartenere ancora al gruppo nonostante fosse uscito (di sua volontà), non adempiendo ai contratti sottoscritti da lui firmati che riconoscevano la proprietà intellettuale del marchio e del resto e costringendoci a un provvedimento d’urgenza, nel quale abbiamo ottenuto poco, perchè il giudice ha preferito credere alle dichiarazioni dell’ex socio, il quale, dopo aver sostenuto in un primo tempo che il marchio era suo, poi è retrocesso di posizione e da verbale del giudice si legge che sostiene di “non aver fatto in tempo a cambiare i loghi usati nelle pubblicità per una svista e che li avrebbe cambiati di li a poco” (puoi leggere il testo del giudice qui), il giudice ha convenuto sulla irregolarità dell’uso del marchio troppo simile da parte dell’ex socio ma visto che sapeva della causa che avremmo fatto a difesa del marchio ha chiuso la faccenda come ponzio pilato (il procedimento di urgenza serve appunto a sistemare le cose alla svelta in attesa di un giudizio che venga da una causa susseguente), quindi diciamo una vittoria a metà, dovuta al poco impegno del giudice a parere mio, visto che si limita a conclusioni di massima, superficiali, rivolte solo all’uso illegittimo nei siti di annunci e tralasciando invece la carta stampata, in soldoni rimandando ad altri giudici il lavoro.

      L’ex socio, visto che le cose non erano così lisce come pensava, allora cambia il marchio (ma solo su alcuni siti internet e nelle riviste, costretto anche dagli editori che sapevano probabilmente) ma mantiene anche il nostro marchio leggermente truccato sull’insegna e su molti siti internet (abbiamo montagne di materiale raccolto da portare nella nuova causa).

      Da quel momento è un susseguirsi di eventi deludenti, come in tutte le rotture avviene.
      Tralasciando il resto, perchè abbiamo diverse cause che abbiamo aperto e apriremo a suo carico per vari comportamenti che riteniamo scorretti, anche nei confronti dei soci lavoratori, posso apertamente dirti che noi vogliamo solo che i clienti sappiano che siamo due ditte diverse e che quella società non ha nulla a che vedere con noi, non lavora come lavoriamo noi, non ha le stesse priorità ne gli stessi comportamenti ne gli stessi mezzi (li ha solo temporaneamente come detto sopra e non certo con tutte le funzionalità).

      Per questo siamo usciti da qualsiasi testata abbia permesso questa confusione (Il MIcco in tasca che ci aveva avvertito ma siamo usciti lo stesso e il Gazzettino) e siamo stati costretti a uscire sulla Locandina per far capire alla clientela che eravamo distinti, noi vogliamo che la clientela ci riconosca per chi siamo e per quello che facciamo noi, come è giusto che sia, e per questo lotteremo fino alla fine.

      Quindi in soldoni, aver a che fare con quella agenzia di Agliana significa aver a che fare con un’altra agenzia, niente è rimasto del nostro modo di lavorare e del nostro modo di essere, a noi non piace fare scommesse (nemmeno on-line), piacciono le cose concrete e i rapporti cristallini e ci piace il nostro lavoro, non lo facciamo solo perchè è una possibile fonte di guadagno.

      Sicuramente se fosse capitato a noi di uscire da una società avremmo tenuto a non confonderci con essa e avremmo sicuramente cambiato il nome in uno NOSTRO (sarebbe più corretto dire “ci saremmo dati un nome” piuttosto che “cambiato”), per farci riconoscere in maniera chiara, non avremmo certo cercato di far credere alla clientela che nulla fosse cambiato e sopra tutto di essere qualcosa o qualcun’altro.

      Spero di averti chiarito la cosa, come vedi possiamo permetterci l’assoluta trasparenza.

    • 16 luglio 2009 a 11:47 | #3

      @”Michela” auguri per il tuo nuovo impiego, puoi sentire tutte le versioni quindi hai su di te tutta la reponsabilità delle tue scelte. :) Ricorda che chi si comporta in un modo corretto o scorretto con gli altri potenzialmente lo può fare pure con te.

      @PacGiuse, la vita da noi è tutt’altro che monotona :D

      @Marco, non siamo buoni, non abbiamo il coraggio di essere cattivi… :D se dobbiamo farlo a spese degli amici, che speriamo si sbrighino a cancellare l’abuso che siamo costretti a subire e finiscano il lavoro alla svelta (do you copy CRi?)

  2. marco
    13 luglio 2009 a 16:02 | #4

    cavolo, per me siete troppo buoni….

  3. PacGiuse
    15 luglio 2009 a 6:03 | #5

    altro che trasparente, sembra una telenovela………

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