Molti non sanno nemmeno cosa sono, e non è così strano, anche se uno come me stenta a crederlo.

Senza entrare troppo nel tecnico, i feed rss sono un formato standard che permette di condividere contenuti attraverso il web, gli xml invece sono un mezzo per organizzare e condividere le molte risorse nelle molteplici forme (video, immagini, file, dati, parametri per web services ec) che sono presenti nel web.
Detta in soldoni, con gli rss, si permette a un utente che vada in un sito di una agenzia immobiliare e che cerchi, ad esempio, un appartamento in centro di tre vani con un prezzo tra 200mila e 250mila, con giardino di “abbonarsi” a quel tipo di contenuto in modo che ogni volta che vuole possa raggiungere con un semplice click che il contenuto che gli interessa, o ogni volta che il sito viene aggiornato (un nuovo appartamento in arrivo con quelle caratteristiche, una variazione nel prezzo..) gli venga notificato in un elenco di link, in evidenza, oltre alla possibilità di leggere semplicemente in modo diretto gli annunci senza doversi collegare al sito della agenzia. Meglio di una news letter, ogni volta si rispamierà il tempo di dover reimpostare i criteri di ricerca (metti la provincia, il omune, tipo immobile, prezzo, du balle..) e perfino di collegarsi o di scaricarselo in un feed reader magari nel client di posta (outlook, mail…).
Quindi il cliente è sempre in contatto con le offerte della agenzia immobiliare, aggiornate (a seconda di quanto l’agente aggiorna il sito e come lo cura).

In questi giorni, nella provincia dove opero, un ordinanza del Sindaco, che in realtà era da molto tempo preannunciata, ha posto vari limiti algi espositori delle riviste di annunci free-press, immobiliari e non , che effettivamente avevano invaso in modo selvaggio ogni angolo del territorio comunale.
Non era raro che, specie per le riviste più diffuse, spesso tali riviste si trasformassero in rifiuti sparsi per terra.
Non mancavano poi le “rappresaglie” tra i vari operatori, una sorta di guerra fredda allo spazio migliore, combattuta anche con mezzi non proprio eleganti…
Oggi, con questa ordinanza, a Pistoia i “dispenser” in tutto il territorio comunale vengono limitati a 100 (cento), suddivisi in pari numero tra coloro che faranno richiesta: 10 per ogni rivista.
Se in futuro dovessero poi avanzare delle disponibilità queste verranno ripartite tra chi ne ha fatto richiesta per primi.
Ma la cosa non è finita qui: VIETATO mettere gli espositori fuori dalle nostre vetrine, vanno messi almeno un metro all’interno rispetto alla parte pubblica.
Ah, dimenticavo, devono essere in tono con gli arredi e fissi e quindi, divenendo “immobili”, sono soggetti a domanda all’ufficio tecnico per ottenere il permesso di installazione (d.i.a. ?), dietro presentazione del “progetto”
L’allarme tra gli operatori del settore è di vecchia data, molti ne parlavano da almeno un anno della cosa e si erano “preparati”: molti si sono creati punti di distribuzione alternativi in bar, ristoranti, self-service.
Tale distribuzione però ha il difetto di sottostare alla volontà del gestore del locale che, spesso, in caso di pulizie, butta via anche le riviste o, viceversa, rischia di lasciare riviste vecchie di mesi sul bancone mischiate con quelle recenti, abbassando di molto l’affidabilità del media.
Certo è che gli editori non si aspettavano una limitazione così forte, 10 dispenser sono talmente pochi che si potrebbe parlare di cancellazione del mezzo pubblicitario, specie per il mercato immobiliare.
Quindi?
La carta è in estinzione? (continua…)
Ogni AI che si rispetti ha a che fare con le riviste di annunci immobiliari, di solito con più di una.
10 moduli li, mezza pagina qui, doppia pagina la… e gli € partono…
Ma d’altronde si deve far pubblicità se si vuol far conoscere il proprio parco di offerte, no?
E vai con la spedizione entro il tal giorno, scegliere gli immobili, aggiornare i prezzi..
…
Non sto a raccontarvi come ci sono arrivato, ma a mio avviso le riviste hanno alzato di molto il loro costo/contatto (quanti € sborso per avere un nuovo cliente).
E non solo perché è calata la domanda ma proprio per un calo sensibile del rendimento di questo mezzo pubblicitario.
Nonostante questo, mi sembra che l’industria dell’editoria di annunci sia ancora restia a valutare politiche diverse da quelle che stanno seguendo ora.
Cosa intendo?
Quanto sopra sta succedendo dalle mie parti… dalle vostre?