Category Archives: L’opinione

La casta, lobby, carboneria degli Agenti immobiliari.

Ultimamente va molto di moda, additare la degli AI etichettandola come “LOBBY”.

Sinceramente, solo perché qualche collega si è inalberato e scandalizzato per via di queste liberalizzazioni (alle quali dopo riflessioni devo dire di essere oramai favorevole ), solo perché qualcuno manifesta il suo dissenso non mi sembra il caso di tacciarlo subito di affiliazione a chissà quale ..

Per molti in c’è sempre qualcuno o qualcosa “dietro” ogni cosa.

Per me invece c’è sempre qualcosa DAVANTI, basta voler guardare e togliersi i paraocchi di fede partitica ( a buon intenditor..)

Ma torniamo in topic.

Voglio solo spendere due paroline per confutare la tesi:

  1. Gli agenti non sono mai stati uniti, di norma al massimo si limitano a una “cortese sopportazione”;
  2. Il peso politico degli è pari a 0 (zero): in pratica un si vale una cippa;

Quindi l’accusa di degli AI dovrebbe far sorridere qualsiasi testa pensante, le caste di norma non sono composte da marionette ma da burattinai, o sbaglio?

Ma questo lo penso io, quindi, opinione e NON può essere certo…

Sono perplesso, non è che sono l’unico pirla che pur essendo agente non conta nulla?

Se qualcuno volesse aiutarmi a uscire dal buio della mia ignoranza, cercando di spiegarmi i privilegi e le influenze occulte che gli Agenti immobiliari hanno (o possono avere) nella nostra società ringrazierò i suggeritori con una percentuale sui guadagni che da questi poteri deriveranno, visto che per adesso, pur essendo Agente , non sono riuscito a prenderne coscienza.

Saluti.

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Storie di ordinaria agenzia: capitolo I


Oggi sono tranquillo.

Non mi sento più agguerrito con i miei di agente.

Oggi non me la prenderò con i miei sbagli, con quello che secondo me dovrebbe migliorare nella mia professione…

Oggi mi sento di raccontarVi, con storie inventate, cosa può succedere a un Agente nella sua vita professionale.

Così, per una volta, si sentirà anche la campana che sta nascosta negli , celata alla vista e all’udito della della Piazza, dove le campane suonano molto più forte.

Spero di fare cosa gradita.

Meditatio 1:

: “Pronto, agenzia? Lo so che avrei fissato il per vendere mia entro settembre ma siccome ho firmato un con un per comprare a giugno, non so come fare..”

Agente: “Ah, ho capito, non potevate chiedermi consiglio prima? Il fatto che ci avete pagato non significa che non potete chiedere il nostro aiuto..”

Cliente:”E potreste chiedere agli acquirenti di anticiparlo (il rogito)?”

Agente:”Certamente, proveremo a chiedergli di venirvi incontro”

……

“Salve, la chiamavo per dirle che abbiamo contattato gli acquirenti ma purtroppo, non possono comprare prima di Agosto, per lei va bene?”

Cliente:”COME? Ma si era scritto entro settembre, non a settembre! Se io voglio farlo prima loro devono farlo!”

Agente:”Si calmi, ci offriamo di parlare con il della sua prossima casa, per spiegargli la situazione, la aiuteremo noi, stia tranquillo..”

Cliente:”Voi! Accidenti a voi e quando vi ho incontrato! Gli sono tutti dei (censura)…”

CLICK.. tu tu tu tu tu tu

Meditatio 2:

Cliente:”pronto, è l’agenzia?”

Agente:”si, mi dica”

Cliente:”io avevo una casa in vendita da voi ma non siete riuscita a venderla, quindi non sapete fare il vostro mestiere..”

Agente:”mi dice quale era, il riferimento?”

Cliente:”..è una casa a (posto, indirizzo)…”

Agente:”aspetti…. si vedo, ma questa casa secondo l’acquisitore è di circa € 100.000 euro su € 400.000 fuori … secondo la nostra valutazione varrebbe € 300.000, come mai l’ha messa in vendita a un così alto?”

Cliente:”Sì, il vostro agente me lo ha detto, e anche ridetto, ma casa mia la vendo al prezzo che voglio no?”

Agente:”…ma scusi, mi risulta che l’abbia data in vendita ben a altre 12 agenzie oltre a noi, di queste qualcuna che le ha portato un ?”

Cliente:”No, nessuna…”

Agente:” …e non le è venuto il dubbio che fosse troppo alto il prezzo?”

Cliente:”Troppo alto? Ma se il mio vicino l’ha venduta anche a di più!! Siete voi che non siete buoni a nulla, e io, che avevo nel frattempo avevo versato una caparra di 1000 euro per comprare un’altra casa oggi mi vedo costretto a perderla per colpa vostra!!!”

Agente:”Ma mi scusi, lei compra casa senza avere i soldi e non abbassa nemmeno il prezzo di casa sua che è ovviamente fuori ? Non le sembra di aver sbagliato? Se lei fa acquisti anche se non ha i soldi non è colpa nostra…”

Cliente:”Io non ho soldi? IO VI DENUNCIO PER DIFFAMAZIONE!!!”

CLICK.. tu tu tu tu tu tu

Meditatio 3:

Cliente:”Si, lo so che avevo fissato con il venditore che poteva liberare la casa da Gennaio, ma io ho venduto la mia e ho promesso di consegnarla a Novembre…”

Agente:”..capisco, non le era possibile proprio cercare di posticipare la consegna?”

Cliente:”No, era una condizione sine qua non per l’ la consegna a Novembre..”

Agente:”Ma scusi, mancano 20 giorni a Novembre, quando ha fatto il compromesso?”

Cliente:”a Febbraio”

Agente:”lo stesso mese che ha fatto il compromesso con gli acquirenti della sua casa, qui da noi???”

Cliente:”…si, poco dopo..”

Agente:”E non poteva avvertire? Avremmo cercato di sistemare la situazione..”

Cliente:”A quei tempi pensavamo di andare in affitto da Novembre a Gennaio, ma oggi abbiamo fatto i conti e non ci conviene..”

Agente:”Ma lo sa che non è detto che vi consegnino la casa prima?”

Cliente:”Ma io sono fuori casa! Loro devono consegnarla! Cosa gli costa? Se non la consegnano vado la e gli spezzo….. (censura)”

BUONA PASQUA.

P.S.

Ogni riferimento a cose o persone è puramente casuale.

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Metri quadri

C’è in giro una notizia falsa, un falso problema, ingigantito enormemente dai media che, come sempre, oramai fanno seguendo le voci di popolo e non cercando di informare.

Cercherò di dirvelo piano, per non crearvi scompensi cardiaci o crisi di panico:

il
metro
quadro
di
un
immobile
non
costa
niente.

Il metro quadro è una unità di misura, non è il fine, non è l’oggetto è il mezzo.

Prima che qualcuno si inalberi proverò a spiegarmi, cosa che purtroppo mi resta alquanto difficoltosa.

Le occupano una superficie.

Le convenzioni e gli usi (e i parametri ) hanno portato all’utilizzo del al metro quadro come di riferimento per effettuare confronti tra che hanno le stesse caratteristiche intrinseche ma non estrinseche: un attico in centro di uguale uguale a un altro attico in periferia della stessa città NON costa la stessa cifra.

Bella scoperta direte voi, ma proprio da qui nascono gli equivoci che si sente in giro…

A cosa mi riferisco?

Semplice, quante volte avete sentito “l’Agente voleva fregarmi, l’appartamento non era 70 metri ma 65..”.

Riflettiamo.

Le superfici sono di varia natura.

Al di là del fatto che molte volte tale differenza tra misure è portata dal fatto che si vendono i metri quadri commerciali (la somma di tutte le superfici, aree esterne e mura comprese, calcolate secondo certi coefficienti) e non i netti calpestabili, voglio fare una riflessione partendo dalla stessa posizione prevenuta: l’agente ha, per colpa o dolo, dato una misura errata, maggiore della realtà, vendendomi meno metri di quanto dichiarato.

Nel nostro esempio abbiamo un appartamento che da 70 mq si rivela essere 65mq;
Supponiamo che tale appartamento costi 150.000,00 euro;

Domanda: alla luce della nuova misura, quanto costerà meno l’appartamento rispetto a prima?

La risposta è: costerà tanto meno quanto bravo sarà l’ nel trattare.

E i metri quadri?

Risposta: ininfluenti o quasi.

Attenzione, prima di inveirmi contro vorrei porre l’attenzione su tre aspetti che ci sfuggono:

  1. L’immobile non è di proprietà dell’agente immobiliare e il prezzo di vendita è stato deciso comunque dal proprietario.
  2. Le case si comprano a corpo, non ci sono listini prezzi univoci e i metri quadri sono solo valori di riferimento
  3. Il prezzo al metro quadro di un dato immobile è dato quindi dalla richiesta in €/superficie .

Ecco che magicamente il prezzo al metro quadro dell’esempio sale sì, ma ciò è l’unico parametro che cambia, ma risulta ininfluente ai fini della trattativa.

La sua importanza invece la mantiene come dato utile per confrontare l’immobile con altri sul : ecco dove il potenziale acquirente ha subito il “danno”, nella sua capacità di giudizio legata la parametro ma non è stato truffato!

Gli rimane sempre più di un mezzo per decidere:

  • Gli occhi
  • Il cervello
  • Il portafoglio
  • Il metro
  • Il rifiuto

Altra cosa è quando i metri quadri divengono importanti, se io compro un piazzale, e pago un tot al metro, pretendo che i metri siano quelli che vengono dichiarati (ci sono , di ).

Sinceramente, delle vittime sui metri quadri lo trovo esagerato, fuorviante e offensivo per le persone che cercano che, secondo chi ha queste teorie, sarebbero inebetiti dagli ad acquistare case in un lampo, senza pensarci, e magari a portarsele a sottobraccio, come un nuovo tv al plasma.

Credo fermamente che i problemi della nostra siano altri: mi soffermerei su quelli.

La mia opinione, per quanto valga.

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Perchè rinunciare alle esclusive?

Gli incarichi in :

  • Cosa sono e sopratutto a chi servono?
  • Cosa ci guadagna il cliente?
  • Cosa ci guadagna l’agente?

Domande inutili? Non ne sarei così sicuro..

Innanzi tutto, come saprete, gli incarichi in esclusiva sono quei dove uno o più di uno o più , in cambio della prestazione d’opera di un dato A.I. o una data Agenzia o catena di Agenzie, accetta le seguenti condizioni:

  1. Fissare un prezzo per il quale , in presenza di una proposta di conforme, si consideri maturato il diritto alla provvigione, a prescindere dall’accettazione.
  2. Impedire a chiunque non faccia parte dei soggetti titolari del mandato di trattare l’immobile, anche privati.
  3. Non ritirare l’immobile dalla vendita, pena il di penali (non sempre).
  4. Alla fine dell’incarico in esclusiva accettare di rinnovare tacitamente per pari periodo in mancanza di comunicazioni da inviare 15 gg. prima della scadenza, con a.r..
  5. Alla scadenza del mandato rimborsare le di (in modo forfettario il più delle volte, senza documentazione).
  6. Firmare i nei quali sono elencati i nomi di coloro che avrebbero visitato o veduto l’immobile in Agenzia (???).

Il cliente cosa ci guadagna? Proviamo a rifletterci su…

  1. Pubblicità migliore rispetto al resto degli immobili: è chiaro che un immobile in esclusiva dovrebbe godere di un trattamento di riguardo rispetto a quelli non in esclusiva ma a ben guardare il tutto si risolve in un “NOSTRA ESCLUSIVA”, come se fosse una qualità intrinseca dell’immobile che potesse interessare gli acquirenti; per non parlare del fatto che molti franchising lavorano immobili solo in esclusiva, con il risultato che l’immobile è pubblicizzato nello stesso modo degli immobili non in esclusiva (tutti belli , nessun bello)..
  2. Certezza del prezzo univoco in pubblicità: questo effettivamente è un vero vantaggio per chi offre in vendita un immobile…
  3. Documentazione completa dell’immobile a disposizione in agenzia: ma questo si deve fare anche senza esclusiva, no? Almeno noi lo facciamo..
  4. Fiducia del proprietario nei confronti dell’Agente provata dall’incarico esclusivo: mmm… non mi convince, ho cominciato facendo l’acquisitore e so che un incarico in esclusiva firmato con fiducia davanti a me non sempre ha avuto come conseguenza una gestione soddisfacente (per il proprietario). Provate a chiedere a un campione di 10 persone… senza esagerare.
  5. Impegno dell’agente nella vendita dell’immobile: beh, in teoria… ma in pratica? Di solito nelle agenzie si deve fare i conti con la domanda e la domanda è proporzionale allo sforzo pubblicitario e al parco immobili che puoi offrire. Se hai pochi immobili in carico, tutti in esclusiva, concentrerai la pubblicità verso un target, e quel target ti chiamerà, lasciandoti le richieste, quindi dovresti avere un numero sufficiente di immobili in esclusiva, di vario genere, tale da permetterti di avere ampia riserva di nel tipo di contatti acquirenti, ai quali proporre il nuovo immobile; ciò si traduce, molte volte, nel fatto che i tuoi venditori si concentrano sugli immobili per i quali hanno richiesta, e visto che hai una richiesta “limitata”…

Quindi le sono consigliabili?

In teoria sì, se non fosse che nella pratica le cose vanno in maniera simile (simile?) a quanto scritto sopra…
Le esclusive porterebbero discreti vantaggi alla trasparenza nelle , se non fosse per il fatto che invece così non è!!!
L’incarico in esclusiva dovrebbe funzionare in questo modo, secondo noi:

  1. Si fissa un prezzo di offerta (in pubblicità) come prezzo di partenza, con una forbice che al calare del prezzo fa calare anche la provvigione (per un immobile che viene dato in esclusiva è il minimo pretendere di guadagnare il più possibile, no?).
  2. Si definisce un periodo d’incarico rinnovabile dietro conferma (e non rinnovo tacito, che molte volte si attiva per disattenzione dei clienti, non per vera intenzione di lasciare l’incarico…).
  3. Si da al proprietario di ritirare l’immobile in qualsiasi momento dalla vendita, senza penali o solo con il rimborso spese (dietro prova dell’investimento fatto), a condizione che non lo venda a nessuno per un periodo eguale alla durata dell’incarico.
  4. Si fa fare al proprietario tutte le verifiche di conformità che serviranno per il , in assenza delle quali NOn si prende l’esclusiva, sistemando le difformità subito (meglio) o preparandosi a farlo nei tempi più celeri possibile
  5. Non si prende le esclusive visibilmente fuori prezzo.
  6. Si da possibilità al proprietario di reperire acquirenti per conto proprio, offrendo , in quel caso,la propria opera a costi ridotti.

Ora, si potrebbe sostenere che questo tipo di esclusiva non l’agente nel suo guadagno.. beh, io rispondo che sono altri i mestieri che danno la certezza del guadagno, il nostro richiede forte impegno per avere l’aspettativa del guadagno, al massimo..
Inoltre credo che sia l’ora di cambiare aria, porgendo noi per primi, come , la mano fiduciosa ai nostri clienti se vogliamo che qualcuno di loro cominci a fare lo stesso.

Saluti

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Come la gente vede l’Agente.. immobiliare.

Giro da molto in , sono uno di quelli che in lavora, progetta, crea impresa.
Frequento molti forum “.web, lavoriincasa.com, .org,geometra.info, vari gruppi google sul .. mi diletto, insomma, documentandomi.

Ma dico io, avessi trovato qualcuno che parla bene di noi agenti!!!

Ora, è anche vero che noi italiani siamo propensi alla critiche e alle generalizzazioni ma forse vale la pena di analizzare un fenomeno così ampio, anche alla luce degli “attacchi” più o meno velati che vengono portati alla , dai media di tutti i generi.

Insomma, dare del ladro all’agente vende, e vende bene!

Ma quanto c’è di vero (o di falso) e quanto è solo mero esercizio dello sport nazionale di lamentarsi sempre di tutto e tutti?

Per adesso posso dire di aver individuato alcune cose sulle quali dovremmo lavorare:

  1. La gente crede che a vendere le sia l’agente immobiliare, il quale decide anche il di vendita.
  2. La gente crede che le agenzie siano legate più ai venditori che agli acquirenti, specialmente con le imprese costruttrici.
  3. La gente percepisce il servizio delle agenzie come un servizio al quale “si deve purtroppo rivolgersi”, quindi lo subisce e con fatica, cercando in ogni modo di svincolarsene: sí, come le tasse insomma.
  4. La gente è stufa di firmare e contro- che tutelano solo gli interessi delle agenzie, percepisce la cosa come: “oltre a pagarli non sono nemmeno libero di fare come voglio con le mie cose!”
  5. La gente è stufa di leggere annunci gradevoli “con sorpresa”, sostenendo che sarebbe meglio fare annunci più veritieri.
  6. La gente vorrebbe meno venditori e più (la differenza c’è, eccome)

Ce ne sono di cose da dire ancora, ma visto che non ho voglia e devo lavorare, vi posto una cosa carina, dal blog di Andrea Beggi:


Agenzie immobiliari: manuale dell’utente

Durante gli ultimi 10 anni abbiamo avuto a che fare con parecchie agenzie , nostro malgrado. Abbiamo affittato una casa, una l’abbiamo comprata e rivenduta, ed una la stiamo cercando.

Durante questo tempo io e Nives abbiamo imparato a tradurre gli annunci immobiliari in un linguaggio più chiaro; ci sono alcune locuzioni che in italiano avrebbero un chiaro significato, che però tende a perdersi quando esse appaiono in una inserzione immobiliare. Ecco una breve e non esaustiva .

Cominciamo con i fondamentali:
Da ristrutturare: leggasi “quattro pietre nel fango”. Gli caratterizzati da questa descrizione non esistono come tali: in realtà vi comprate le suddette pietre, con il diritto a demolirle e costruire una casa ex-novo. Immobile sconsigliato se non avete almeno 10 anni da perdere tra imprese e permessi.

Decoroso, ordinato: leggermente meglio del precedente. L’immobile non deve essere demolito, è sufficiente sventrarlo completamente e ricostruirne l’interno.

A 20 minuti dal centro: di solito è vero. Se avete un elicottero, però.

Luminoso: Ha almeno una porta finestra, non importa come orientata.

Luminosissimo: Ha almeno due porte finestra. Oppure una che prende almeno un’ora di sole al giorno.

Centralissimo: Inabitabile di giorno, la notte non si dorme per il rumore. Il fattore di rischio per il carcinoma polmonare è circa il quadruplo del normale, ma appena il doppio degli accaniti fumatori.

Occasione irripetibile: “Costava talmente tanto che neppure con balle colossali siamo riusciti a venderlo, quindi vi facciamo uno sconto del 2%.”

Da amatori: questa ha molti significati. Si va da appartamenti di 50 metri quadrati su 4 piani, a scantinati con una finestra a livello polpacci dei passanti. Varianti: vani dalle forme improbabili e impossibili da arredare con mobili standard; case con doppio soppalco carpiato; tuguri ricavati nei sottoscala dei vecchi palazzi del centro storico.

In caratteristico borgo: Si trova alla sommità di una vecchia mattonata di 700 metri, ripidissima (solo pedonale, no scooter). Spesso queste mattonate hanno la curiosa caratteristica di essere in salita sia all’andata che al ritorno. Solitamente l’immobile è anche “da ristrutturare”, oppure “ordinato” o anche “da amatore”.

Ideale per giovani coppie: facile: ottavo piano senza ascensore, due vani, bagno e cucina sono la stessa stanza.

Possibilità box: la vicina possiede un terreno adiacente pieno di pietre ed arbusti, in forte pendenza. Si tratta solo di convincere la proprietaria a vendere dopo che ha litigato per 20 anni con i precedenti per questioni di diritti di passaggio (grana che, naturalmente, avrete ereditato). Dopo la vicina dovrete convincere il sindaco a cambiare il piano regolatore per permettervi di costruire 10 metri di strada sterrata. Forti del vostro nuovo viottolo, costruirete un box abusivo aspettando il prossimo condono. Sempre che la vicina non faccia brillare il garage col tritolo nel frattempo.

Nuda proprietà 87enne: “Tranquilli, la vecchia sta per schiattare”.

Carrabile con piccolo fuoristrada: la locuzione esiste: ho visto la casa in questione. C’era solo una piccola imprecisione: carrabile per una moto da trial guidata da Diego Bosis.
I moltiplicatori: ci sono alcune frasi che fungono da moltiplicatori di prezzo. Se una o più delle espressioni compare nell’annuncio, il prezzo dell’immobile va moltiplicato per un coefficiente che porta il prezzo da 1,5 a 2 volte il di . Eccone alcuni esempi:

Finiture di pregio, Contesto privato, Vista mare, Immerso nel verde.

Le , utilizzando queste primitive, costruiscono una nuova serie di definizioni che solo il consultatore scafato è in grado di cogliere appieno. Negli ultimi anni va molto Bomboniera, ad esempio. La codifica del termine è semplice, sapendo che si tratta di un appartamento “Da amatori”, ma dotato di “Finiture di prestigio”. Visto? Non è difficile!
Concludo con la madre di tutte le frasi moltiplicatrici:
Trattativa riservata. Che vuole dire: “Vogliamo talmente tanti soldi che ci vergogniamo anche solo a scriverli nell’annuncio. Il prezzo ve lo sussurreremo all’orecchio dopo avervi fatto sedere, col supporto di un anestesista rianimatore, e non lo metteremo mai per iscritto, nemmeno sotto minaccia di morte.”

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Della proposta di acquisto irrevocabile

Cos‘è la

Quando finalmente si riesce a trovare l’immobile che corrisponde ai nostri desideri, diventa importantissimo partire con il piede giusto per iniziare una buona trattativa. Il dimostrare le proprie serie intenzioni al , mettendo per iscritto le cifre, le condizioni di pagamento, i tempi e le scadenze, permette di eliminare tutti quei problemi che si hanno nelle trattative verbali.

In essa vengono indicati il proponente o i proponenti, il bene o i beni interessati con una descrizione sommaria, l’offerta (in valuta) totale, il metodo di pagamento con le tempistiche, le condizioni (sospensive, risolutive, ecc.), la data prevista del rogito.
Ad essa viene allegato un non trasferibile, intestato a tutti gli aventi , a titolo di caparra .
Chiaramente in caso di accettazione le condizioni possono essere ridiscusse e affinate e finalmente trascritte in un (preliminare di ) o nel , atti a prestazioni corrispettive e non unilaterali come la , con effetti certi sul trasferimento di proprietà.
Qualche spunto di riflessione sulla proposta di acquisto:

  1. La proposta di acquisto NON è un compromesso e non può sostituirlo, infatti è definita nel linguaggio comune “preliminare del preliminare” e NON produce alcun effetto obbligatorio tra le parti se non quello di restituzione del doppio della caparra in misura doppia per chi la riceve o la perdita della stessa per chi la offre, a seconda di chi recede. Ecco il motivo per il quale noi della Oris usiamo la caparra penitenziale che per sua stessa natura è “ del recesso”.
  2. Dopo l’accettazione e al verificarsi delle eventuali condizioni sospensive, noi della Oris non tratteniamo MAI l’assegno in agenzia “a garanzia” per il semplice fatto che in caso di contenziosi tra le parti, l’agente si troverebbe nella posizione di dover decidere se consegnare l’assegno e a chi, arrogandosi diritti e doveri che NON ha e annullando di fatto la garanzia che tale deposito doveva portare all’affare.
  3. Senza scambi di denaro non si creano veri vincoli.
  4. Con la sull’antiriciclaggio, le proposte che portano la dicitura “con l’accettazione diverrà caparra … la proposta sarà a tutti gli effetti preliminare di compravendita (compromesso)… ” dovranno essere riportate nell’archivio unico cartaceo per l’antiriciclaggio, indicando importi e parti interessate, e l’agente sarà obbligato a accertarsi che venga registrato e le imposte di registro pagate, essendo COOBBLIGATO IN SOLIDO CON L’ACQUIRENTE. Questo tipo di proposta con può portare molti problemi ai , in quanto si verrebbe a dei vincoli e dei privilegi anche con caparre irrisorie, di poche migliaia di euro, noi sconsigliamo apertamente e caldamente dal sottoscriverle, preferendo al loro posto un atto a prestazioni corrispettive vero, come il preliminare di compravendita (compromesso) con una caparra importante, che non dia adito a dubbi sul diritto alla esecuzione in forma specifica dell’atto alla parte adempiente.
  5. Con la proposta scritta le condizioni di acquisto sono chiare così come i termini, sia per chi acquista e propone che per chi vende e riceve.
  6. Il proprietario, davanti a una proposta scritta e un assegno, si trova nella condizione ottimale per prendere sul serio l’acquirente.
  7. “Se la propria parola vale come scritto, perché non scriverla e averne vantaggio oltre che oneri?” (R. Ponziani)
  8. Per chi vende, dire di o dimostrarsi interessati a qualsiasi offerta verbale più o meno congrua, vuol dire esporsi al rischio di svalutare l’immobile a ogni passaggio, altra cosa è valutare una Proposta scritta.
  9. La proposta di acquisto irrevocabile (art. 1329 C .C.), come dice il suo nome, è una cosa seria e non va presa alla leggera. Infatti, una volta compilata, essa ha la caratteristica di aver per tutto il periodo che si decide di farla durare ed è vincolante, pena la perdita della caparra penitenziale (art. 1386 C.C.) se la controparte accettasse e non si intendesse procedere. Di norma la sua scadenza non supera i 15gg.
  10. Se l’agenzia si avvale di da compilare, essi devono essere depositati dall’agenzia presso la C.C.I.A.A. affinché abbiano valore e siano regolari.
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Esclusive e fogli di visita.

L’incarico in esclusiva e il foglio di visita sono gli strumenti con il quale le AI hanno cercato di tutelare il loro lavoro su un determinato immobile, per diminuire le possibilità di essere “scavalcati”, da clienti poco inclini al pagamento di provvigioni e per aumentare la possibilità di rientro dell’investimento lavorativo e pubblicitario su un immobile.

I presupposti, tutt’altro che illeciti, come spesso accade hanno finito per essere dimenticati a favore di una trasformazione dello strumento “esclusiva”.

Infatti gli incarichi si sono piano piano trasformati, fino a divenire strumenti che poco hanno di bello per la nostra professione, portando troppo spesso lamentele da parte dei clienti (a ragione o no) e discredito sulla categoria.

Il foglio di visita poi, è divenuta l’estensione del alla a tempo indeterminato: tu porti un oggi su un immobile e questi dovrebbe pagarti la provvigione, sia che lo compri ora tra 6 mesi, tra un anno ecc., senza considerare che un non è una visita ma è tutt’altra cosa e che potrebbe essere un “diverso” da quello originario che sarebbe scaturito al tempo della firma del “foglio di visita”.

Signori miei, , per me non ci siamo (è un opinione).

Non so se sia il caso di cambiare direzione o se l’esclusiva e il foglio di visita siano cose da abolire, trasformare o mantenere ma, visto che i pro di questi strumenti sono conosciuti dai più, mi limiterò a elencare le motivazioni per le quali noi associati a Oris li abbiamo aboliti:

L’incarico in esclusiva, per avere un senso, dovrebbe lasciare al proprietario la possibilità di trovare un per conto proprio, fatta salva la possibilità, con riduzione o eliminazione del costo provvigionale a suo carico, di farsi seguire dall’AI la , trattare per suo conto fino a quando serva e sia richiesto.
La penale inoltre dovrebbe esistere solo in caso di ritiro dall’incarico, prima della scadenza dello stesso: dovrebbe essere versata solo a fronte della dimostrazione del servizio che l’AI DEVE AVER FORNITO nel frattempo.
In soldoni se non si dimostra il servizio non ci si fa pagare.

Con tutte le clausole vessatorie delle quali si riempiono i vari , tra l’altro depositati nelle camere di commercio (e approvati), si sta verificando (se già non è così) una sorta di “guerra” tra AI e clientela che ha dell’assurdo: invece di servirli ci mettiamo in contrasto con i clienti, invece di impostare il rapporto sulla fiducia lo impostiamo sulla diffidenza.

Non c’è orientamento al cliente, c’è la di cercare tutele “fai da te”, (dettate dall’esasperazione nel migliore dei casi, nel peggiore dall’improvvisazione), ci si guarda con diffidenza… è questo il lavoro dell’Agente?

E la di che diviene “ di compravendita” con la sola accettazione (e relativa comunicazione al proponente)???
Quale mostruosità abbiamo voluto in nome del nostro (sacrosanto) diritto alla provvigione?

Mi spiegate come faccio con una accettata, con 2000 euro di caparra “” (ORRORE) ad andare dal giudice a chiedere l’esecuzione in forma specifica dell’atto?

E i fogli di visita, che danno diritto alla provvigione in forza della “visita”.. in base a quale articolo di legge (per non parlare della giurisprudenza)???

Dalle mie personali ricerche, che non ho ancora finito, esce un quadro molto preoccupante sullo stato di salute della nostra professione.

È chiaro che nessuno nasce “imparato” ma cercando di procedere in una direzione invece che in un’altra si possono cambiare molte cose.

La nostra professione deve cambiare, se possibile in meglio, o diverremo superflui o peggio, procacciatori di affari e non più .

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In quale momento l’agenzia matura il diritto a riscuotere la provvigione?

Girando per vari sui quali mi diletto la sera, non vedo una gran mole di contenta delle Agenzie .
Innanzitutto c’è molta confusione, anche tra gli operatori, su quali sono le mansioni dell’agente e, soprattutto, come dovrebbe comportarsi…

Uno dei dubbi più frequenti è: quando si deve pagare l’agenzia?

Allora, qui nasce il “problema”.

Quando è concluso l’?

Agente tipo 1)
Secondo chi fa questo mestiere in un certo modo, appena si mettono in relazioni due o più parti per la conclusione di un affare, e queste raggiungono un accordo l’affare è concluso e l’agente riscuote, o al massimo appena la parte proponente viene edotta che il ha accettato la , anche via fax o per lettera a.r.

Agente tipo 2)
Secondo che fa questo mestiere in un altro certo modo, appena viene stipulato un atto che produca trasferimento d proprietà in cambio di beni fungibili o altra proprietà ( o permuta), non sottoposto a condizione sospensiva (quella risolutiva non toglie il alla ).
In caso di atto sottoposto a condizione sospensiva, il diritto alla provvigione si afferma appena si verifica la condizione.

La è dubbia nel verificare il diritto del primo agente, mentre è certa nel confermare il diritto del secondo.

Infatti secondo me il problema è che il diritto di ottenere una provvigione da un affare nasce in un momento ma si avvera in un altro.

Mi spiego:

Se io ti porto a far vedere un immobile, te ne parlo, te lo “propongo” insomma, se tu comprerai quell’immobile dovrai pagarmi la provvigione, anche se proverai a scavalcarmi, facendola comprare a un parente ecc., ma SOLO se la comprerai a condizioni uguali o molto simili a quelle che ti ho proposto io..

In questo caso l’agente acquisisce una sorta di diritto su quell’affare quando i soggetti sono gli stessi e le condizioni simili.

Questo è il momento di nascita del diritto.

Quando riscuote?

Quando le parti stipulano un atto (dal in su..) a prestazioni corrispettive che abbiano come oggetto quel bene immobile.

Quindi non “all’ della proposta”.

A volte però può capitare che le parti decidano (contro il mio consiglio ) di rimanere con la proposta fino al anche se quest’ultimo è lontano nel tempo.

in quel caso l’agente può chiedere il delle , ma se le parti non vorranno pagare egli non riscuoterà ( a volte si fa metà e metà).

sconsiglio di saltare il compromesso in questi casi.

vabbè, ho parlato troppo.

Ho detto… la mia

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