Ogni AI che si rispetti ha a che fare con le riviste di annunci immobiliari, di solito con più di una.
10 moduli li, mezza pagina qui, doppia pagina la… e gli € partono…
Ma d’altronde si deve far pubblicità se si vuol far conoscere il proprio parco di offerte, no?
E vai con la spedizione entro il tal giorno, scegliere gli immobili, aggiornare i prezzi..
…
Non sto a raccontarvi come ci sono arrivato, ma a mio avviso le riviste hanno alzato di molto il loro costo/contatto (quanti € sborso per avere un nuovo cliente).
E non solo perché è calata la domanda ma proprio per un calo sensibile del rendimento di questo mezzo pubblicitario.
Nonostante questo, mi sembra che l’industria dell’editoria di annunci sia ancora restia a valutare politiche diverse da quelle che stanno seguendo ora.
Cosa intendo?
- I cestelli: in molti Comuni si pensa di limitarne l’uso a causa della sporcizia generata dalle riviste che vengono gettate o che semplicemente vengono sparse per strada dagli agenti atmosferici, ciò nonostante sono pochi gli editori che si stanno ingegnando in altro modo.
- Le uscite: nonostante che per il mercato degli affitti sia un bene, per il mercato delle compravendite le uscite settimanali oramai non hanno più senso, se non per aumentare il fatturato degli editori a nostre spese.
- Il prezzo: si tende ancora a vendere gli spazi giocando sulla vanità dell’agente, facendo leva sulla sua innata propensione all’esser tronfio (
), confidando che non chieda mai ai colleghi il trattamento che ricevono loro, come sconti particolari sul listino, spazi in regalo alla faccia dei colleghi, qualche malignità sul concorrente: sì siamo proprio una bella categoria unita
Quanto sopra sta succedendo dalle mie parti… dalle vostre?