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Riflessioni sul mondo delle agenzie immobiliari e universi circostanti.
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07 mar 08 Freepress, siamo alla svolta?

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In questi giorni, nella dove opero, un ordinanza del Sindaco, che in realtà era da molto tempo preannunciata, ha posto vari limiti algi espositori delle riviste di free-press, e non , che effettivamente avevano invaso in modo selvaggio ogni angolo del territorio comunale.

Non era raro che, specie per le riviste più diffuse, spesso tali riviste si trasformassero in rifiuti sparsi per terra.

Non mancavano poi le “rappresaglie” tra i vari operatori, una sorta di guerra fredda allo spazio migliore, combattuta anche con mezzi non proprio eleganti… ;)

Oggi, con questa ordinanza, a i “dispenser” in tutto il territorio comunale vengono limitati a 100 (cento), suddivisi in pari numero tra coloro che faranno richiesta: 10 per ogni rivista.

Se in dovessero poi avanzare delle disponibilità queste verranno ripartite tra chi ne ha fatto richiesta per primi.

Ma la cosa non è finita qui: VIETATO mettere gli espositori fuori dalle nostre vetrine, vanno messi almeno un metro all’interno rispetto alla parte pubblica.

Ah, dimenticavo, devono essere in tono con gli arredi e fissi e quindi, divenendo “”, sono soggetti a domanda all’ufficio tecnico per ottenere il permesso di installazione (d.i.a. ?), dietro presentazione del “:mrgreen:

L’allarme tra gli operatori del settore è di vecchia data, molti ne parlavano da almeno un anno della cosa e si erano “preparati”: molti si sono creati punti di distribuzione alternativi in bar, ristoranti, self-service.

Tale distribuzione però ha il difetto di sottostare alla del gestore del locale che, spesso, in caso di pulizie, butta via anche le riviste o, viceversa, rischia di lasciare riviste vecchie di mesi sul bancone mischiate con quelle recenti, abbassando di molto l’affidabilità del media.

Certo è che gli editori non si aspettavano una limitazione così forte, 10 dispenser sono talmente pochi che si potrebbe parlare di cancellazione del mezzo pubblicitario, specie per il immobiliare.

Quindi?

La carta è in estinzione?

Parere mio: no.

La carta non è certo in estinzione come mezzo, ma dovrebbe essere usata in modo completamente differente rispetto al passato, sia dagli editori, sia da noi , che dobbiamo valorizzarla diminuendo gli annunci e rendendoli più appetibili, selezionando gli immobili e pubblicizzando solo quelli “a “.

La carta dovrebbe essere usata per informare, seriamente e non in modo propagandistico o imbonitore, informando la clientela dei loro diritti, oltre che dei loro doveri, rendendola edotta sia di quello che possono ottenere rivolgendosi a una agenzia ma anche di quegli obblighi ai quali devono ottemperare in caso di di una .

Spiegare, spiegare e ancora spiegare: trasparenza.

Tornando alla parte pubblicitaria del media cartaceo, risulta chiaro che urge un ridimensionamento degli investimenti in quel mezzo, a favore di altri mezzi, alcuni esistenti altri da scoprire, perchè le statistiche parlano chiaro: il costo/contatto sulla carta è diventato insostenibile e ingiustificato dalla resa.

Una strada da seguire, suggeritami dal collega Alessandro Calabrese, delegato alla formazione di una delle associazioni della mia provincia, potrebbe essere quella di informare la clientela che se vuole la rivista deve recarsi nella agenzia di fiducia (che, se non ne avesse ancora, può anche essere la prima che trova), per pilotare la clientela verso i nostri : avremmo senz’altro una possibilità in più di veder entrare clienti che veramente cercano , perchè solo loro si prenderanno il disturbo di entrare per ottenere la propria copia che, magari, non è riuscito a reperire negli espositori.

Concertare con i Comuni che prendono tali iniziative la possibilità di avere bacheche nelle quali esporre un annuncio ad agenzia e dalle quali informare la clientela su come reperire tali riviste presso le agenzie stesse.

Qualcuno sa se in altri comuni ci sono iniziative simili?

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