Valutando, svalutando…

Oggi ho fatto l’ennesimo ribasso al prezzo richiesto per un immobile.
Il proprietario, visto lo scarso interesse che riscontra nel mercato, anche dalle altre agenzie, mi ha telefonato preoccupato: vuole vendere perché così potrà comprare la casa dei suoi sogni, trovatagli dal suo geometra -“ce l’ha in mano Lui”- sono state le sue parole riguardo alla “occasione”…
Quindi adesso si svende!
Al via con i saldi!
…
I fatti:
Al momento dell’acquisizione il proprietario, dopo aver sentito la mia valutazione, mi comunica che il collega che ha visitato la sua casa in precedenza gli ha valutato la sua casa un prezzo che stranamente è superiore di 100.000,00 euro al mio…
Io sono rimasto sulle mie posizioni, ricordando al proprietario che l’immobile è suo e che può metterlo in vendita al prezzo che vuole, io al limite ho la libertà di non metterlo in pubblicità se non con la famosa dicitura “trattativa riservata”.
Essendo di fondo un insicuro, in seguito ho cominciato a farmi delle domande:
Forse sono rimasto indietro con i valori di riferimento…
…spero di no visto che mi occupo del borsino immobiliare della mia provincia per la FIAIP, sai te che confusione…
Forse gli affari che concludiamo noi sono sottocosto… se si sparge la voce tra poco dovrò chiudere: chi mi darà più un immobile da vendere?
Poi la mia parte arrogante ha prevalso e una altra “domanda” mi è venuta in mente:
O forse dipende dal fatto che la valutazione che mi è stata posta come riferimento (550mila euro contro i miei 450mila, terreno compreso), questa valutazione che aveva come unico parametro di credibilità la sua “consistenza”, aveva come artefice un collega di quelli “a progetto”?
Visto che di solito il prezzo di vendita purtroppo si avvicina a quello che ho fatto io, mi sono convinto di essere un menagramo e quindi sono qui a confessarlo, sperando così di esaurire la mia condanna o dovrò comprarmi occhiali da sole scuri tondi e bombetta.
Succede solo a me?


