Questo articolo è stato pubblicato 4 anni 7 mesi 28 giorni fa quindi alcuni contenuti o informazioni presenti in esso potrebbero non essere più validi. Questo sito non è responsabile per eventuali errori causati da questo problema.Sul tema della provvigione, viste le vicine liberalizzazioni, si dovrà discutere.
E si dovrà farlo anche per rispondere al mercato, che chiede una certa chiarezza che evidentemente non c’è.
Mi domando come si affronterà la questione provvigione d’ora innanzi:
Diverrà compenso per prestazione d’opera?
Ci faremo pagare a listino?
Caricheremo il prezzo della provvigione sugli immobili in esclusiva? (con tutto il costo inevitabilmente a carico dell’acquirente, già ipertassato?)
Rimarrà tutto come adesso e mi sto confondendo le idee per nulla?
Per quanto mi riguarda, il nostro modo di operare prevede che la provvigione è contrattabile, volta per volta, caso per caso, e mi limito a indicarne l’importo massimo (in %) nel momento in cui prendo l’incarico o ne parlo con il possibile acquirente.
Quindi alla domanda: “quanto prendete di provvigione?” la mia risposta è una percentuale che rappresenta il massimo costo che il cliente, venditore o acquirente che sia, potrebbe affrontare in caso di conclusione di un affare.
Le casistiche e l’andamento della trattativa ne determineranno poi l’importo finale effettivo, in forza di accordo da prendere tra clienti e Agente.
Perché questa scelta?
Perché da sempre credo nel libero mercato, nella contrattazione, visto che il contrattare ho scelto come mestiere.
Libero mercato, libera scelta.
Resta la domanda: i compensi che riscuoteremo in futuro li chiameremo ancora provvigione?
E aggiungerei: ci saranno veri vantaggi per la clientela?
Vedremo i prossimi sviluppi.